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Quando c’è da aiutare gli italiani non si tirano mai indietro. Per Gregorio Perfetti, il cuoco finito a dormire in macchina dopo essere rimasto bloccato in Italia a causa del lockdown e aver perso il lavoro in Germania, si sono mobilitati in tanti, tantissimi. Dopo il servizio di Repubblica, in cui si raccontava la sua storia, in molti hanno scritto alla redazione per offrirgli un lavoro o un letto in cui dormire, qualcuno addirittura metteva a disposizione la doccia di casa propria.

la nuova vita di gregorio il cuoco che dormiva in auto per colpa del covid ora ha un lavoro a manchester - La nuova vita di Gregorio: il cuoco che dormiva in auto per colpa del Covid ora ha un lavoro a Manchester

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A farsi avanti sono stati piccoli e grandi nomi della ristorazione e del settore alberghiero, come lo chef calabrese Emanuele Mancuso – già attivo nel campo della solidarietà con la consegna di pasti gratuiti ai più bisognosi – o l’Hotel dei Consoli a Roma, un quattro stelle con vista sui tetti della Capitale, che, nonostante la grande crisi portata dal nuovo coronavirus, ha pensato di mettere a disposizione una delle sue camere.
 
Tante sono state anche le risposte degli italiani all’estero, di ristoratori che hanno scritto dal Marocco, dalla Germania, dalla Francia, dalla Svizzera e dalla Spagna. Alla fine l’istinto ha portato Gregorio in Inghilterra, a Preston, nelle immediate vicinanze di Manchester, dopo aver accettato l’offerta dell’agenzia Etolavoro, attiva nel settore dal 1992. Partito domenica sera da Ciampino, il cuoco ha iniziato a lavorare nel ristorante italiano Tiggis Ribble Valley martedì. Qui gli sarà garantita una paga settimanale con vitto e alloggio inclusi, oltre a due giorni di riposo settimanali.
 
Un trasferimento che è stato possibile grazie alla raccolta fondi aperta da privati su GoFundMe e alle tante donazioni arrivate in pochi giorni. Soldi che sin da subito gli hanno permesso di pagarsi un hotel in cui dormire e di comprare, infine, quel biglietto aereo che lo ha portato verso un nuovo inizio.
 
C’è di più. Gregorio è stato aiutato, ma indirettamente aiuterà a sua volta. Come si legge nel testo della campagna, dei circa 5mila euro raccolti (che andranno tassati), metà del ricavato andrà in beneficenza a due enti. Il primo è Nonna Roma, un’associazione di volontari che distribuisce pacchi alimentari alle famiglie in stato di necessità, comprese quelle che non hanno ancora ricevuto i buoni spesa Covid-19 o che ancora aspettano la cassa integrazione. L’altra è Progetto Arca, che si occupa di aiutare in tutta Italia i senzatetto a rientrare nella società anche con soluzioni e progetti per l’abitazione. La speranza è che il circolo positivo del dono possa continuare a girare.Fonte: Repubblica

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