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Non tutte le piazze si sono riempite, l’Italia non si è fermata e comunque i timori della vigilia sui problemi di ordine pubblico sono tutti rientrati. Nessun revival del sabato di fuoco a Roma con gli scontri in centro e l’assalto squadrista alla Cgil, anzi proprio nella capitale, al Circo Massimo, si sono visti anche gesti distensivi con i fiori regalati ai poliziotti. Altrove invece , in altri si è invece esagerato. A Bologna, in una piazza Maggiore gremita da 7 mila manifestanti, uno degli organizzatori ha definito l’obbligo di Green Pass “fascismo 2.0” e poi ha accusato la senatrice Liliana Segre di tradire la sua storia e il suo passato appoggiando il certificato verde. “Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia. Dovrebbe sparire da dove è”. Di “attacchi vergognosi” hanno parlato il Pd, Italia Viva e i Cinquestelle, tra gli altri. 

I manifestanti no Green Pass sono scesi in piazza anche a Genova, Ancona, Firenze, Udine, Torino, Bolzano, Trento e altre decine di città. I cori “Libertà, libertà”, “No Green Pass” si sono mescolati alle grida contro il premier Mario Draghi. Qualcuno ha sventolato il tricolore. A Pesaro alcune persone hanno srotolato uno striscione con su scritto: “Non iniziò con le camere a gas. Iniziò con i politici che dividevano le persone in ‘noi’ e ‘loro'”. A Cagliari invece alcuni cittadini hanno preso di mira il corteo: da un palazzo hanno lanciato secchiate d’acqua sui manifestanti. Uno dei pochi momenti di tensione del G-day, la prima prova superata.

I tamponi

Test raddoppiati, oltre 600 mila. Federfarma: gratis a chi si vaccina

Da 320 mila a 500 mila, a oltre 600 mila. L’aumento dei tamponi c’è stato. I dati si riferiscono ai test fatti mercoledì, giovedì , e ai numeri parziali di ieri pomeriggio, che probabilmente quando diventeranno definitivi saranno anche un po’ più alti. L’aumento di richiesta quindi c’è ma il sistema dell’offerta, principalmente basato sulle farmacie, sta reggendo. Ieri qualcuno ha dovuto mettersi in fila ma non si segnala alcuna criticità particolare. Roberto Toia, segretario di Federfarma, ha spiegato che “nella mattinata ci sono state code ma sono state smaltite”. Sono circa 10 mila le farmacie che fanno i tamponi, un po’ più della metà del totale. E ieri le parafarmacie sono tornate a chiedere di poter effettuare i test, per aumentare l’offerta. Federfarma ha annunciato che si farà il tampone gratuitamente a chi prenota la vaccinazione. 

I vaccini

Riprende la corsa delle prime dosi: l’obiettivo del 90% ora si avvicina

Dopo una domenica da record negativo di prime dosi (ne sono state somministrate appena 25 mila) la campagna ha ripreso. L’avvicinamento alla giornata di ieri ha fatto infatti invertire la tendenze. Se tra lunedì 4 e sabato 9 ottobre la media delle somministrazioni è stata di 50 mila, quel dato è stato superato negli ultimi giorni. Martedì le prime somministrazioni sono state 58mila, mercoledì 64 mila e giovedì 73 mila. Ieri a guardare i dati parziali del pomeriggio si prevedeva un nuovo aumento. Evidentemente l’idea di fare due o tre tamponi ogni settimana per lavorare ha spinto più persone verso gli hub vaccinali. Se il dato assoluto non è altissimo, comunque in percentuale si osserva una crescita importante. In questo modo l’obiettivo del 90% di italiani coperti almeno con una dose si avvicina un po’ di più.
 

I certificati medici

Ottantamila i lavoratori in malattia, il 20% in più della settimana scorsa

Alle 17 di ieri i lavoratori del settore pubblico e di quello privato che avevano presentato un certificato di malattia erano 79.184, in base ai dati dell’Inps. Rispetto al venerdì della settimana precedente si osserva un incremento del 22,4%, che potrebbe essere legato alla scelta di alcune persone senza il Green Pass di restare a casa e non fare il tampone. Se il confronto si fa con il venerdì precedente, cioè il primo ottobre, la crescita è però inferiore: +6,7%. Comunque sia, il dato assoluto di chi da ieri è in malattia è basso se si confronta con il numero stimato dei lavoratori che non si sono vaccinati, cioè circa 3 milioni di persone. Una parte di queste, circa 600 mila, hanno comunque il Green Pass perché hanno avuto la malattia negli ultimi sei mesi. Altri 200 mila sono esentati dal vaccino per patologia. 

I trasporti pubblici locali

Ritardi e qualche corsa saltata ma treni e bus non si sono fermati

Nessuno stop, ma i trasporti pubblici urbani, provinciali e regionali hanno viaggiato a rilento. “Disagi contenuti e senza criticità” secondo le aziende interessate. Vanno contate comunque le 1.446 corse su 18.573 ( 7,8%) in Veneto saltate con il record a Treviso (-12,3%), i 47 convogli su 880 tra i treni regionali dell’Emilia Romagna fermi, il 10% di corse in meno a Genova, le 220 soppresse in Trentino, la ventina saltate in Sardegna su 3 mila giornaliere, fino alle 35 soppresse a Novara. Una mappa che va di pari passo con i lavoratori senza pass: in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, il 18% degli autisti ha comunicato di non avere il Green Pass. A Trieste, in particolare, tra i 106 conducenti senza certificazione e i 50 assenti per altre ragioni, più di uno su 4 non può lavorare. Non è l’unica città in cui sono aumentate le assenze per congedo e malattia: +12% tra Sanremo e Ventimiglia, tra il 15 e il 20% in più all’Atm di Milano.

Le aziende

All’Elettrolux bloccate tre linee, otto ore di sciopero alla Ferrari

Non c’è solo il porto di Trieste o gli altri varchi in agitazione di Genova e Ancona. All’Electrolux di Susegana (Treviso), dove secondo i sindacati il 20% dei lavoratori non è vaccinato, si sono fermate tre delle quattro linee produttive in funzione al mattino. Alla San Benedetto di Scorzè (Venezia) un centinaio di lavoratori senza pass ha manifestato fuori dai cancelli, davanti a due stabilimenti trevigiani del gruppo Zoppas si sono ritrovati in un’ottantina su 1.300 dipendenti. Alla New Holland-Cnh, nel modenese, diversi operai si sono astenuti dal lavoro, uscendo in strada. La Fiom ha indetto lo sciopero di otto ore anche alla Ferrari di Maranello e alla Dana di Rovereto. “Siamo a favore dell’obbligo vaccinale – dicono dal presidio dei metalmeccanici della Cgil – ma i tamponi per avere il Green Pass devono essere pagati dalle imprese, non dai lavoratori”.

Militari e forze dell’ordine

Qualche assenza in più tra la polizia, primo sit-in per l’Aeronautica

Se le sirene della vigilia sulla tempesta perfetta tra una possibile diserzione in massa dei tanti non vaccinati tra forze dell’ordine e il rischio tensioni in piazza si sono presto silenziate, il G-day ha segnato comunque una giornata storica per le forze armate. A Sigonella c’è stato il primo sit-in dell’Aeronautica promosso dal Siam davanti ai cancelli d’ingresso della base militare italiana. Un presidio pacifico, tra le 7 e le 7.25, contro l’obbligo di Green Pass e i tamponi a pagamento a cui hanno partecipato alcune decine di militari dietro lo striscione con il primo articolo della Costituzione: «L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro». Tra le file della polizia, raccontano i sindacati, sono aumentate le assenze dell’ultima ora: ferie, certificati di malattia. Ma c’è un «cauto ottimismo», dice Felice Romano del Siulp, «un’ordinata organizzazione ha fatto filare tutto liscio. Ma è solo il primo giorno».

Fonte: Repubblica

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