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la protesta scende in piazza basta finanziamenti alla guardia costiera libica - La protesta scende in piazza: "Basta finanziamenti alla Guardia costiera libica"

Il titolo dell’appello è “I sommersi e i salvati”. Chiede di bloccare i finanziamenti alla Guardia costiera libica. Lo hanno ideato Luigi Manconi e Roberto Saviano. Perché quella foto, il cadavere di un migrante alla deriva in mezzo al mare, parla alla coscienza di tutti.

“A guardare l’immagine ripresa dall’aereo Seabird della Sea Watch che ritrae il cadavere di un uomo incastrato tra i tubolari di un gommone, a 40 miglia dalla costa libica, viene in mente il titolo del fondamentale libro di Primo Levi: I sommersi e i salvati, appunto. Quella foto – si legge nell’appello scritto da Luigi Manconi e Sandro Veronesi –  è solo l’ultima testimonianza di una tragedia in corso da anni nel Mare Mediterraneo. I fatti dimostrano, in maniera inequivocabile, che le strategie finora adottate per controllare il flusso di migranti e profughi verso le coste dell’Europa sono state fallimentari e destinate a riprodurre all’infinito la strage”.

E’ un passaggio del testo dell’appello firmato anche Michela Murgia, Nadia Terranova, Ascanio Celestini,Emma Bonino, dalle più importanti Ong, perché l’Italia smetta di finanziare la Guardia Costiera libica, vengano chiusi di centri di detenzione (cioè i lager) libici e si aprano nuovi corridoi umanitari. 

“Gli uomini, le donne e i bambini che prendono il mare dalle coste libiche fuggono da situazioni di estrema miseria, regimi dispotici, persecuzioni tribali, conflitti etnici, guerre crudeli e catastrofi ambientali. E, una volta arrivati in Libia, sono sottoposti a un sistema di violenze, estorsioni, detenzione inumana, sevizie, stupri e torture. Giovedì 16 luglio la Camera dei Deputati, per il quarto anno consecutivo, ha approvato il finanziamento della missione italiana in Libia, che prevede in particolare il sostegno economico alla cosiddetta guardia costiera libica. Lo consideriamo un atto gravissimo. Per capirci, la Guardia costiera libica è quella che non ha raccolto la richiesta di recupero del cadavere fotografato da Sea Bird”. Per rispondere a tutto questo, “su cui non vogliamo tacere”, Manconi e Saviano propongono, all’opinione pubblica, di firmare un appello con i seguenti obiettivi:

  • Non più fondi alla guardia costiera libica: non si deve finanziare un corpo non ufficiale che svolge il lavoro sporco respingendo le persone intercettate in mare e imprigionandole in decine e decine di centri di detenzione.
  • Chiusura ed evacuazione dei centri di detenzione e trasferimento dei migranti fuori dalla Libia: sappiamo a quali orrori sono sottoposte le persone rinchiuse nei centri – governativi e non – in mano a milizie e trafficanti. Queste strutture vanno chiuse.
  • Corridoi umanitari per garantire alle persone in fuga di trovare protezione senza mettere a repentaglio la propria vita: l’Italia, d’intesa con altri Stati europei, deve promuovere una grande operazione umanitaria per il trasferimento e il reinsediamento nei paesi di accoglienza delle persone evacuate: così come avviene da anni, se pure per gruppi ristretti, grazie all’opera di organizzazioni internazionali e realtà private di ispirazione religiosa.
  • Per lanciare la campagna gli organizzatori danno appuntamento lunedì 27 luglio alle ore 18.00 in Piazza San Silvestro a Roma, con le letture di Ascanio Celestini e Valentina Carnelutti.
  • Per aderire all’appello: https://forms.gle/1mAxFu4pmCYQiVLBA

Fonte: Repubblica

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