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la protezione civile piccolo e cattivo impossibile prevedere un temporale cosi - La Protezione Civile: "Piccolo e cattivo, impossibile prevedere un temporale così"

Da un lato Fausto Guzzetti allarga le braccia: “Un temporale così piccolo e rapido come quello di mercoledì a Palermo era impossibile da prevedere con 24 ore di anticipo”. Dall’altro il direttore dell’ufficio rischi della Protezione Civile anticipa: “A ottobre partirà il nuovo sistema di allarme It Alert. Anche all’ultimo momento, di fronte a fenomeni meteo veramente forti, potremo inviare messaggi a tutte le persone che hanno il cellulare acceso nella zona a rischio”.

Cosa è successo a Palermo?
“Un classico temporale estivo. Aria calda che sale dal mare, si raffredda in quota, si condensa e scatena pioggia e fulmini. Ma tutto è avvenuto in 40 minuti e in un’area di 6 chilometri per 6. E’ tecnicamente impossibile per noi emanare un’allerta 24 ore prima per fenomeni così circoscritti. Anche 12 ore prima sarebbe stato difficile prevedere la violenza del temporale. In 24 ore sono caduti 120 millimetri di pioggia. Ma ben 90 millimetri sono piovuti in 40 minuti. Da 10 anni in Sicilia non vedevamo nulla del genere, ma altrove in Italia abbiamo vissuto anche di peggio. La circostanza sfortunata stavolta è che tutta quest’acqua si è riversata su Palermo. In una città non c’è il terreno che assorbe la pioggia. E’ come se finisse in un imbuto”.

Che allerta avevate diramato per mercoledì in Sicilia?
“Gialla con temporali per il nord della Sicilia da Messina a Bagheria e verde con temporali per Palermo”.

Cosa si può migliorare delle vostre previsioni?
“Bisogna partire dalla ricerca di base. Gli stessi fisici dell’atmosfera hanno problemi a descrivere le leggi che regolano questi fenomeni così piccoli e cattivi. I climatologi dal canto loro ci avvertono che temporali così intensi stanno diventando più frequenti con il cambiamento climatico. Quindi è necessario investire per migliorare le nostre capacità di previsione”.

A cosa servirà allora It Alert se il problema sono le previsioni?
“It Alert potrà mandare  messaggi anche a ridosso dell’evento meteo. Perfino a temporale già iniziato. Stiamo regolando i parametri per essere sicuri che l’allarme scatti solo per fenomeni veramente forti e pericolosi. Si tratterà di un’allerta semplice sul cellulare, da 86 caratteri. In parallelo stiamo sviluppando una app, che potrà essere scaricata da chi vorrà e conterrà consigli più articolati. La decisione di inviare gli allarmi sarà automatica. Sarà affidata a un algoritmo sulla base dei dati trasmessi dai radar”.

Quanto sono affidabili i radar?
“I radar inviano un segnale verso il cielo che viene riflesso dalla nube e dalla pioggia. Ci dicono che forma ha la nube, quanta acqua contiene, se è solida o liquida. I dati sono aggiornati ogni 5-10 minuti. Ci mostrano le zone dove sta piovendo molto e in quale direzione si sposta il temporale. In Sicilia abbiamo un radar vicino Catania che mercoledì era in manutenzione programmata. Difficilmente però avrebbe visto con nitidezza un fenomeno così piccolo a 180 chilometri. Sono strumenti che perdono definizione con la distanza. Il loro limite è di 200 chilometri. Stiamo lavorando per installarne un altro vicino Agrigento, ma abbiamo bisogno di investimenti, perché la maggior parte degli strumenti ormai ha 10-15 anni. Alcuni sono nostri, altri di Aeronautica Militare, Regioni, Enav”.

Ma cosa avevano di tanto speciale le condizioni meteo mercoledì a Palermo?
“Il riscaldamento climatico crea problemi perché fa aumentare la temperatura dei mari. In questi giorni c’è instabilità atmosferica un po’ ovunque in Italia. E il nostro paese è comunque complicato per le previsioni meteo, perché è frastagliato, ha un’orografia complessa e molto mare, né dal Nordafrica ci arrivano molti dati. Ma mercoledì ci siamo trovati di fronte a un temporale estivo senza grandi caratteri di eccezionalità. Piccolo, improvviso, ricco di attività elettrica e, purtroppo, tutto concentrato sulla città”.
 

Fonte: Repubblica

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