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083940150 e5f7d857 85d3 4516 ab4c a2a9010e9958 - La Svezia, simbolo della neutralità, ora vuole entrare nella Nato

BERLINO – Le continue minacce, provocazioni militari e violazioni dello spazio aereo e navale, e il forte riarmo, tutti gesti della Russia di Putin verso il pacifico Nordeuropa, hanno prodotto il risultato di accendere voglia di entrare nella Nato nella prima potenza nordica, la pacifica Svezia che da oltre 200 anni è simbolo mondiale di neutralità. Il Riksdag, il Parlamento unicamerale di Stoccolma, ha approvato la settimana scorsa con 204 voti favorevoli e 145 contrari una mozione delle opposizioni che chiede di aprire la prospettiva di una richiesta d´ingresso nell´Alleanza atlantica.

La mozione non è vincolante, perché è stata votata dai quattro tradizionali partiti d´opposizione democratici, chiamati in Svezia “borghesi” – liberali, moderati, centro e democristiani – e dai sovranisti xenofobi, gli SverigeDemokraterna in crescita in ogni sondaggio da tempo a causa dello shock migratorio, i quali hanno rivisto la loro posizione sul tema. La maggioranza dei legislatori chiede che la Svezia si doti dell´opzione di chiedere di entrare nella Nato, opzione che la vicina Finlandia ha in atto dal 1995 pur essendo ancora neutrale.

Il partito socialdemocratico del debole premier Stefvan Lofven, alla guida di un governo di minoranza insieme a verdi e sinistra radicale e appoggiato solo su certi temi da alcuni partiti “borghesi”, si dice contrario ad abbandonare la neutralità. La ministra degli Esteri, Ann Linde, ha definito il passaggio della mozione “un passo negativo per la sicurezza del nostro Paese”. Sarebbe probabilmente necessario anche un ritocco alla Costituzione per lasciare la neutralità. Ma per la prima volta dalla fine della guerra fredda, il tema dello schieramento militare internazionale del più industriale e armato dei Paesi nordici e di una possibilità di chiedere appunto di entrare nell´Alleanza atlantica è nel dibattito politico, e in una posizione centrale, a causa sia del riarmo convenzionale e nucleare russo anche nel Nord sia delle frequentissime visite illegali di sottomarini-spia o bombardieri atomici russi nello spazio sovrano aeronavale svedese.

“Non voglio una politica di esperimenti”, ha detto Peter Hultqvist, ministro della Difesa. Il governo però di fatto mostra di condividere in parte il timore per l’aggressiva politica del Cremlino: ha ottenuto dal Parlamento un aumento di ben il 40 per cento delle spese militari. Le forze armate reali, piccole ed esclusivamente difensive ma modernissime, otterranno più superjet multiruolo Saab 39 Gripen delle nuove e future generazioni, sottomarini invisibili già in progetto e costruzione, unità navali invisibili di superficie, mezzi pesanti terrestri e più soldi per la cyberwar e la guerra elettronica.

L’opinione dei militari l´ha esternata la comandante in capo della martina reale, ammiraglio Ewa Skoog Haslum. “La Svezia – ha detto la prima donna alla guida di un ramo delle forze armate reali – ha sbagliato a tagliare le spese militari dopo la fine della guerra fredda”. Un ingresso svedese (e probabilmente in quel caso anche finlandese) nella Nato modificherebbe i rapporti al nord tra Russia e mondo libero, visto l’altissimo livello tecnologico delle piccole forze armate di entrambi i Paesi, la cui partecipazione a manovre militari insieme all´Alleanza atlantica è sempre piú frequente. Svezia e Finlandia sono neutrali, Danimarca Islanda e Norvegia nella Nato.

Fonte: Repubblica

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