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LONDRA – Boris Johnson vuole mettere a dieta i britannici. Chi lo avrebbe mai detto? Proprio lui, il premier britannico, che ha sempre difeso la libertà popolare di abbuffarsi e bere bevande gassate e zuccherate, e che anzi, quando era corrispondente del Daily Telegraph a Bruxelles negli anni Novanta, lanciava crociate contro l’Europa “perché vuole vietarci le nostre patatine al gusto di cocktail di gambero”, istituzione alimentare degli inglesi insieme al fish & chips e la pancetta. E invece il coronavirus sembra aver provocato anche questo sconvolgimento. Già, perché proprio dopo che lo stesso premier ha rischiato la vita in ospedale a causa del Covid-19, una delle condizioni aggravanti per i pazienti infetti da coronavirus è stata individuata, dai medici, proprio nell’obesità e nei chili in più, non solo del premier. Per questo, già da ieri, i responsabili medici del governo hanno invitato tutti i cittadini britannici a perdere peso, in vista di una probabile seconda ondata di Covid-19 prevista tra l’autunno e l’inverno prossimi. Lo stesso Johnson, secondo quanto rivelato ieri dal Cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak, “è molto impegnato in questi giorni a dimagrire”.
Ma non sarà solo una responsabilità individuale. Downing Street ha in mente un piano preciso, anticipato oggi dal “Times”. E cioè: niente pubblicità in tv e internet di “junk food”, trattato alla stregua di scene troppo sexy, fino alle 21 di sera; niente più tipiche offerte dei supermercati inglesi, con sconti se compri sandwich, patatine e bibita gassata; ma anche stop a caramelle e cioccolata vicine alle casse e, pare, indicazione obbligatoria del numero di calorie per ogni pasto e bevanda sui menù dei ristoranti e dei locali “takeaway”.

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Buoni propositi che hanno comunque innescato le proteste da parte di alcune associazioni contro l’obesità in Regno Unito. Perché, secondo loro, l’offerta annunciata ieri proprio da Sunak, per cui lo Stato pagherà il 50% del conto al ristorante a tutti fino ad agosto (dal lunedì al mercoledì) per un massimo di 10 sterline di sconto a pasto per rilanciare il settore della ristorazione, va in direzione contraria:  “Spingerà più persone a mangiare al fast food e cibo spazzatura”.

Il Regno Unito, anche a causa di un’alimentazione e di una cucina locale tradizionalmente ricca di grassi, è il secondo Paese più sovrappeso in Europa, secondo soltanto a Malta. Due terzi degli adulti britannici pesano più della norma, un quarto è obeso. Secondo le statistiche britanniche, le persone obese hanno il doppio delle possibilità di morire per coronavirus, mentre per coloro sovrappeso il rischio è del 26% in più rispetto a chi ha un peso forma.

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Fonte: Repubblica

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