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lallarme di guterres in libia interferenze straniere senza precedenti - L'allarme di Guterres: "In Libia interferenze straniere senza precedenti"

DURO AVVERTIMENTO del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, sulla situazione in Libia. Guterres ha denunciato “le ingerenze straniere che hanno raggiunto livelli senza precedenti” in Libia, con “l’invio di attrezzature sofisticate e il numero di mercenari coinvolti negli scontri”. Parlando durante una videoconferenza ministeriale del Consiglio di sicurezza, Guterres ha detto di essere preoccupato per il raggruppamento di forze militari intorno alla città di Sirte, a metà strada tra Tripoli e Bengasi. Sirte è la capitale della “mezzaluna petrolifera” e il governo di Tripoli sostenuto dalla Turchia vuole riprenderla a tutti i costi.
 
La città era stata conquistata dalle milizie di Haftar mentre ancora era in corso l’assedio di Tripoli. Da allora a Sirte sono arrivati rinforzi di ogni tipo: mercenari siriani ma anche russi, armi e batterie di missili a protezione dell’aeroporto, tonnellate e tonnellate di munizioni.
 

“Siamo molto preoccupati per l’allarmante concentrazione militare intorno alla città e l’alto livello di interferenze straniere dirette nel conflitto in violazione dell’embargo sulle armi dell’Onu”, ha detto Guterres, senza citare alcun paese in particolare. Tutti sanno che Turchia da una parte e Russia, Emirati ed Egitto dall’altro stanno scaricando ancora tonnellate di armi e decine di mercenari nell’eventualità che riprendano gli scontri.
 
Oggi intanto l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi è volato in Libia dopo i lunghi mesi dell’assedio della capitale. L’Eni ritorna in Libia in un momento ancora delicatissimo, perché la tregua nella guerra civile non è stata sostenuta da nessun vero accordo politico fra il governo di Fayez Serraj e la milizia di Khalifa Haftar. A Tripoli l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha incontrato il presidente Serraj e il capo della Noc (National Oil Company), Mustafa Senalla.
 
Descalzi ha confermato a Serraj l’impegno della società nelle attività operative, che in questi mesi sono state portate avanti da personale libico e da tecnici stranieri, ma non italiani. Ma Descalzi ha discusso molto con Serraj anche del supporto tecnico che l’Eni ha offerto alla Noc nel settore della lotta al Covid 19, con la fornitura di attrezzature medicali di protezione, diagnosi e trattamento nella risposta alla pandemia.
 
Fra l’altro l’Eni sta lavorando anche con la Compagnia elettrica di Libia nel settore dell’energia elettrica, fornendo pezzi di ricambio fondamentali per garantire la continuità di generazione pari a 3 gw. In un comunicato, l’ente italiano spiega che in un bilaterale con Sanalla, Descalzi “ha fatto il punto della situazione sullo stato dei progetti in corso e futuri di Eni in Libia. In particolare il mega-progetto “Structures a&e” che consentirà di estendere il plateau di produzione di Bahr Essalam nei prossimi anni e assicurerà l’approvvigionamento di gas al mercato locale, di cui Eni continuerà nei prossimi anni a essere il principale fornitore”. Inoltre la Noc e Eni stanno pensando di sviluppare ulteriormente il giacimento di Bouri, e in particolare le aree non sviluppate Ovest e Nord.Fonte: Repubblica

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