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“Dal 24 di ottobre fino al 10 novembre abbiamo avuto 700 manifestazioni pubbliche, con grande dispendio di forze di polizia che hanno dovuto cercare di mantenere la piazza con grande senso di equilibrio e anche umanita’”. A dirlo è la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. I numeri e le considerazioni sono stati resi noti durante un dialogo online con l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, moderato dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

Lamorgese ha osservato: “Dico da aprile che la crisi sarebbe potuta sfociare in rabbia e disagio. Ad aprile i cittadini hanno risposto con senso di comunità pensando di vedere a breve una via d’uscita. Poi nella seconda ondata, la preoccupazione per il futuro ha determinato la rabbia sociale che prevedevamo”, ha riflettuto la titolare del Viminale. Le manifestazioni, purché “si svolgano nelle regole sono assolutamente legittime”, e “in questo momento anche i poliziotti sono esseri umani e comprendono coloro che manifestano”. L’intervento è necessario semmai “quando nelle manifestazioni si inseriscono coloro che lo fanno solo per creare problemi”.

Infine, da parte della ministra l’auspicio di maggiore attenzione alle fasce deboli, che subiscono di più le conseguenze del disagio sociale e un nuovo richiamo al rischio di aumento dell’usura: “Abbiamo avuto un periodo davvero difficile in tutte le attività del Governo, cercando di andare incontro alle esigenze dei cittadini, ma teniamo conto che ci sono tante persone che lavorano in nero e anche su quelli dobbiamo avere una preoccupazione, affinché non cadano in mani sbagliate, come quelle degli usurai“.

Fonte: Repubblica

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