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lampedusa nellhotspot oltre 1 100 persone e ce anche un positivo - Lampedusa, nell'hotspot oltre 1.100 persone e c'è anche un positivo

Una sessantina di migranti in pericolo a bordo in un’imbarcazione alla deriva, alcuni finiti in acqua e altri svenuti. E’ il nuovo allarme che arriva dal monitoraggio di Alarm Phone su Twitter: la barca, con il motore guasto, è stata intercettata a 4 miglia da Lampedusa. Altri 33 migranti sarebbero stati soccorsi da Malta: si trovavano su un barcone in acque internazionali.

La notte scorsa sono stati 14 gli sbarchi, l’ultimo stamattina alle 8: in tutto 334 persone che fanno nuovamente schizzare oltre quota 1.100 i migranti che dovrebbero essere tenuti in isolamento nell’hotspot da 95 posti in attesa del trasferimento sulla terraferma.

Dovrebbero, appunto. Perché gli ultimi arrivati non vengono neanche più portati nella struttura di contrada Imbriacola ormai al collasso e dove, per altro, c’è da tenere in isolamento anche un ragazzo risultato positivo al tampone rinofaringeo. Un ulteriore elemento che rende sempre più critica la situazione come ha ammesso ieri il sindaco Totò Martello che ha espresso il timore che “prima o poi qualcosa succederà”.

Il sequestro di due pescherecci tunisini che avrebbero trasportato barchini con migranti fino a poche miglia dall’isola non ha interrotto la lunga teoria degli arrivi: i barchini, intercettati stanotte dalla Guardia di finanza, erano quasi tutti a 6 miglia di distanza ed erano composti da un minimo di 7 persone a un massimo di 17. La Guardia costiera ha però rintracciato, sempre a largo di Lampedusa, anche un grosso peschereccio con a bordo 160 tunisini. Ci sono stati inoltre tre sbarchi autonomi: a mezzanotte sono stati rintracciati alla Cupola bianca 12 tunisini, alle 4,20 i carabinieri hanno bloccato un’altra dozzina di connazionali a molo Madonnina e infine alle 7,30 sono stati 17 i migranti sorpresi sempre nello stesso posto.

Nell’hotspot tutti vengono sottoposti al test sierologico e i positivi al tampone. Così è stato scoperto un caso di contagio, un diciassettenne egiziano arrivato lunedi e ora in isolamento nell’unico padiglione agibile. Sempre più difficile per la prefettura disporre nuovi trasferimenti sulla terraferma anche per l’enorme difficoltà di trovare poi strutture disponibili in tutta Italia per ospitare la quarantena dei migranti che continuano a tentare la fuga, come è successo stanotte al Cara di Caltanissetta dove le forze dell’ordine sono riuscite a sventare il tentativo. Oggi il Viminale spera di chiudere la trattativa per la grande nave che dovrebbe essere finalmente disponibile fino al 31 ottobre.

E a Lampedusa arriveranno nelle prossime ore anche gli 84 migranti, questa volta partiti dalla Libia, soccorsi dal mercantile italiano Asso 29 su richiesta della guardia costiera italiana che ha coordinato il soccorso di un gommone semiaffondato con 84 persone a bordo in area Sar di responsabilità libica.  La decisione, spiega la Guardia costiera,  è stata presa perché né la Libia, né Malta, né un’imbarcazione in servizio presso le piattaforme francesi della Total, avevano accettato di intervenire.

Sbarco autonomo e migranti in fuga anche nel ragusano, in località Casuzze. Questa mattina, quando è stato individuato un gommone, polizia e carabinieri si sono messi alla ricerca delle persone che si trovavano a bordo. Dalle prime informazioni, confermate da fonti ufficiali, si tratterebbe di una quarantina di persone.

Le autorità della Valletta intanto hanno annunciato che almeno 65 dei 94 migranti partiti dalla Libia e soccorsi nei giorni scorsi dalla guardia costiera maltese sono risultati positivi al Covid-19. Altre 20 persone sono risultate negative e 9 sono ancora in attesa dei risultati. I migranti – originari di Eritrea, Marocco e Sudan – sarebbero stati in mare 30 ore prima di essere soccorsi quando il loro barcone ha iniziato ad imbarcare acqua.

Fonte: Repubblica

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