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lassessora ribelle non siamo incoscienti ci siamo adeguati agli altri - L’assessora ribelle: “Non siamo incoscienti, ci siamo adeguati agli altri”

MILANO – Claudia Terzi, assessora lombarda ai Trasporti della Lega, perché la Lombardia si rifiuta di applicare la nuova ordinanza del ministro Speranza?
“La nostra ordinanza si basa su profonde valutazioni anche con la parte sanitaria. Era necessaria per coordinarci con le altre Regioni del Centro-Nord sul trasporto pubblico in un momento delicato in cui il turismo si muove tra i nostri territori. Inoltre, ci confortavano gli ultimi dati epidemiologici”.

Non vi sentite un po’ ribelli?

“Il sabato e la domenica i treni interregionali diretti in Liguria o in Emilia Romagna spesso venivano fermati perché la Lombardia aveva ancora le norme più restrittive”.

Cioè?
“Avevamo tolto le nostre restrizioni e applicavamo quelle nazionali. Ma visto che non c’era una regola generale, in modo ufficioso applicavamo tra noi le regole della Regione che effettuava il servizio. La Polfer, però, fermava i convogli e imponeva di rispettare le norme lombarde più severe. I treni restavano bloccati anche per 80-90 minuti in attesa che la gente scendesse dai treni. Cosa che oltretutto non avveniva”.

Quindi non vi aspettavate la nuova ordinanza del ministro Speranza.
“No. Anche se mi rendo conto che la preoccupazione legata alla sicurezza dei passeggeri per i treni a lunga percorrenza come le Frecce potrebbe avere un fondamento”.

Il ministro, però, dice che è giusto che anche sui treni si rispetti il distanziamento.
“Comprendo il suo ragionamento, ma la nostra scelta è stata molto ponderata. Veneto ed Emilia Romagna da settimane hanno tolto tutte le restrizioni”.

Ora cosa farete?
“Il governo deve far partire un coordinamento con le Regioni del Nord. Chiarire qual è l’effetto sul trasporto pubblico locale della nuova ordinanza. Darci certezze”.

E se, invece, impugnasse l’ordinanza lombarda?
“Ci interessa togliere dalla confusione i cittadini. Il governo dica se intendeva intervenire solo sui treni a lunga percorrenza. Altrimenti rischia di rendere molto difficile la situazione anche in vista della riapertura delle scuole a settembre”.

Un’altra minaccia?
“È da aprile che ci aspettiamo risposte sul trasporto scolastico. Siamo molto preoccupati. I mezzi e gli autisti non si trovano dietro l’angolo. Siamo già in ritardo. Se non ci prepariamo per tempo sarà un delirio”.

Fonte: Repubblica

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