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NEW YORK – Un mea culpa da 100 milioni di dollari. A tanto ammonta la cifra che i gesuiti d’America e Canada intendono versare in un fondo dedicato a risarcire i discendenti di uomini e donne posseduti come schiavi circa due secoli fa: per meglio promuovere, spiegano, “la riconciliazione razziale nel paese”.

A scuotere i seguaci della Compagnia di Gesù, cui appartiene anche Papa Francesco, sono stati due fatti storici ricostruiti e rievocati in tutta la loro drammaticità nel 2016 dal New York Times. Nel 1789 la nascita della Georgetown University, prima università gesuita della nazione, fu finanziata col ricavato delle piantagioni possedute dall’ordine nel Maryland, dove venivano impiegati schiavi donati dai parrocchiani più ricchi.

E poi nel 1838 l’ateneo fu salvato dai debiti sfruttando il ricavato della vendita di 272 persone, cedute alle temibili piantagioni in Louisiana per 115mila dollari, circa 3,3 milioni di ora. Coi poveretti a implorare i religiosi di donargli almeno un rosario mentre salivano sul cargo. Non ci fu pietà per nessuno: nemmeno per un bebè di due mesi, imbarcato con la sua mamma.

Già quattro anni studiosi e studenti di Georgetown iniziarono a dibattere sulla necessità di risarcire i discendenti di quelle persone. Mettendo in piedi addirittura un progetto che ne ha già rintracciati circa 5mila. E infatti il Descendants Truth & Reconciliation Foundation nato per gestire i fondi avrà nel consiglio d’amministrazione diversi “bisnipoti”, nel frattempo costituitisi in associazione (Gu272). E presidente sarà Joseph Stewart, dirigente aziendale in pensione, “erede” di Cornelius Hawkins, 13 anni appena quando venne spedito a lavorare in Louisiana.  

Sul fondo, i gesuiti hanno già versato 15 milioni di dollari, cui si aggiunge il milione di Georgetown: un’apposita società si occuperà di raccogliere in cinque anni la cifra restante. Metà del budget annuale sarà destinato a organizzazioni impegnate in progetti di riconciliazione razziale. Un quarto sosterrà con borse di studio l’istruzione di quei discendenti. Una parte più piccola servirà per anziani o infermi.

Craig Steven Wilder, uno degli storici coinvolti, descrive l’iniziativa come un importante passo: “Metterà enorme pressione su altre istituzioni americane dalla storia simile”. Della questione di dare risarcimenti, d’altronde, ormai si discute pure al Congresso (Biden è favorevole). Altri ordini religiosi e università hanno creato fondi analoghi: questo è di gran lunga il più grande.

Fonte: Repubblica

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