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TARANTO – “E’ inaccettabile che ancora si ritenga compatibile con la città un tale sito industriale”: è l’atto d’accusa del Comune di Taranto espresso dall’assessora all’Ambiente, Annalisa Adamo, dopo che l’ondata di maltempo abbattutasi sulla città ha sollevato dallo stabilimento siderurgico ArcelorMittal grandi quantitativi di polveri siderurgiche e minerali che si sono riversate sul vicino quartiere Tamburi. “Se è stato possibile chiudere il 9 aprile scorso l’area a caldo della Ferriera di Servola Trieste, ricollocando i dipendenti – afferma Adamo – mi chiedo perché ancora a Taranto si continuino a somministrare soluzioni inefficaci che prolungano l’agonia di un intero territorio e dei suoi abitanti”.

lex ilva va chiusa lappello del comune di taranto dopo linvasione delle polveri - "L'ex Ilva va chiusa": l'appello del Comune di Taranto dopo l'invasione delle polveri

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Le polveri provenienti da ArcelorMittal hanno coperto il  rione Tamburi con una nube di colore rossastro e ferro. Le polveri, sollevate dal vento forte, provenivano dalle tante aree dell’acciaieria non soggette a copertura (quest’ultima riguarda soltanto i parchi minerali, i nastri trasportatori e altre strutture ma non è ancora completata). Moltissime, in proposito, le proteste dei cittadini sui social, che hanno segnalato la grave invisibilità del rione, e tanti anche i video girati per documentare in diretta quanto avvenuto.

Per il Comune quanto è accaduto ha “messo in evidenza, in maniera clamorosa e inconfutabile, le mancanze del sistema di tenuta dei materiali del ciclo produttivo industriale”. Inoltre, si prosegue, “ciò che affermava il sindaco Rinaldo Melucci, già da diverso tempo, in merito all’insufficienza delle coperture dei parchi minerali e che l’ad di ArcelorMittal  ha liquidato nella trasmissione  Porta a porta con semplicistico slogan ‘L’Ilva è viva’, ha avuto il riscontro nella giornata di sabato 4 luglio”.

“Inoltre – commenta ancora l’assessora Adamo – l’aver escluso gli enti territoriali ed esponenziali dai tavoli delle decisioni ha determinato un pericoloso abbassamento del livello di fiducia nei confronti del governo”. Sindaco di Taranto, sindaci dell’area di crisi ambientale di Taranto e presidenti di Provincia e Camera di commercio avevano presentato un documento congiunto in cui chiedono al governo di fermare il confronto con ArcelorMittal, protestando per il fatto di non essere stati ascoltati e coinvolti, e chiedono infine di non avere più a che fare con la stessa ArcelorMittal.Fonte: Repubblica

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