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lia quartapelle della commissione esteri visti piu facili per gli attivisti di hong kong - Lia Quartapelle della Commissione Esteri: “Visti più facili per gli attivisti di Hong Kong"

PECHINO – «Quello che è accaduto a Hong Kong con l’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale è gravissimo. Diritti e libertà della città sono in pericolo». Lia Quartapelle, 37 anni, deputata del Pd, Commissione Esteri, sta lavorando a una risoluzione di maggioranza su Hong Kong che verrà discussa giovedì alla Camera. Tra le altre cose, il testo chiederà al governo di avviare con la Cina un dialogo bilaterale sui diritti umani. Ma Quartapelle vorrebbe andare oltre, segnalando che l’Italia è pronta ad accogliere chi fugge dalla stretta di Pechino: «Bisogna garantire ai cittadini di Hong Kong che chiedono asilo un visto semplificato, come stanno facendo altri Paesi».

Il governo italiano non si è fatto sentire su Hong Kong. Doveva fare di più?
«Il governo si sta pronunciando nelle sedi internazionali, G7 ed Europa, ed è importante che la Ue resti unita. Certo, avrei preferito che l’Italia votasse a favore della risoluzione Onu presentata dal Regno Unito, su cui invece ci siamo astenuti, come la Francia. Ma al di là delle dichiarazioni di principio, si può e si deve fare di più: è il momento di dare dei segnali».

Cosa chiederà la vostra risoluzione?
«Che il governo italiano promuova l’istituzione di un inviato speciale Onu per Hong Kong, che chieda un’indagine indipendente sull’uso della forza contro i manifestanti e che avvii un dialogo con la Cina sui diritti. Durante la discussione in Parlamento proporrò anche il tema dell’asilo».

L’Italia ha già leggi sull’asilo, perché aprire un capitolo su Hong Kong?
«Anche il Parlamento tedesco ne sta discutendo, Bruxelles ha chiarito che è facoltà degli Stati membri. Se l’Italia definisse ufficialmente la nuova legge un rischio per diritti politici, libertà di espressione e di culto, manderebbe un segnale alla Cina».

Pechino dice che la norma colpirà una minoranza di violenti. La Cina ha il diritto di difendere la sua sicurezza nazionale?
«L’obiettivo della Cina è eliminare il dissenso. Punendo anche chi chiede “indipendenza”, la norma fa saltare il confine tra libertà di parola e sedizione».

Hong Kong è parte della Cina. Che possibilità hanno Italia ed Europa di contrastare la legge?
«Se il fronte occidentale si divide, nessuna. Ne abbiamo se restiamo uniti e se concordiamo con Regno Unito e Paesi Ue un’iniziativa a difesa del trattato sino-britannico, che a mio avviso è stato violato. Dobbiamo difendere i nostri valori».

In questo momento i partiti italiani più decisi nel criticare la Cina sembrano i sovranisti. Non rischia di servire loro un assist?
«Spero che la mozione sia approvata all’unanimità, incluse le forze che usano la Cina per ragioni di consenso. Mi auguro ne esca una posizione italiana».

Fonte: Repubblica

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