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La crisi politica libanese è a un punto di svolta. Il presidente della Repubblica Michel Aoun (cristiano) e il primo ministro incaricato Najib Mikati (sunnita) hanno raggiunto un accordo sulla formazione del nuovo governo. Mikati annuncerà i nuovi ministri a breve, dopo più di un anno in cui i partiti politici libanesi hanno litigato furiosamente, impedendo la scelta del nuovo governo

Nelle ultime ore, e fino a ieri notte, ci sarebbero state trattative frenetiche per superare le ultime difficoltà. Uno degli ultimi ostacoli sarebbe stato quello della scelta del nuovo Ministro dell’Economia: sarà decisivo nei negoziati con il fondo monetario internazionale, per cui un nome di compromesso o di scarso peso (per dare spazio agli interessi dei partiti) sarebbe una difficoltà per Mikati, che ha bisogno invece di dare immediatamente credibilità al suo governo. Altre divergenze fra Aoun e Mikati ci sarebbero state sui nomi di due ministri cristiani e su quello del ministro delle Finanze.

Mikati è un miliardario sunnita che, come buona parte degli uomini d’affari in Libano, ha sempre mantenuto un piede in politica. Era stato designato primo ministro incaricato in luglio, dopo il fallimento dell’incarico a Saad Hariri, boicottato pesantemente dal presidente Aoun. Gli avversari politici di Aoun, un cristiano che guida un partito formalmente affidato a suo genero, lo hanno accusato di tenere in ostaggio la formazione del nuovo governo chiedendo un terzo dei nuovi ministeri.

Il nuovo governo dovrà far fronte a una situazione catastrofica nel paese. Secondo la Banca Mondiale, l’esplosione avvenuta lo scorso anno nel porto di Beirut ha causato tra i 3,8 e 4,5 miliardi di danni, perché il 90% dell’import libanese avveniva passava attraverso lo scalo. La dispersione della maggior parte delle riserve valutaria del Paese ha poi fatto sì che un milione di persone viva oggi in una condizione di insicurezza alimentare, senza elettricità e connessione a Internet. Il 77% delle famiglie libanesi non ha cibo a sufficienza, mentre la lira libanese ha perso il 90% del valore negli ultimi mesi.

Fonte: Repubblica

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