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193759060 3f0fb86d 3725 4f90 a673 7efea0dd72b2 - Libia, arrestato Bija, il più potente trafficante di essere umani

Lo hanno arrestato le squadre delle forze di dissuasione del ministero dell’Interno. A Tripoli qualche equilibrio deve essere saltato se Abd al-Rahman al-Milad, noto a tutti come “Bija”, il più grosso trafficante di essere umani della Libia, è finito in manette. Non è ancora chiaro per quale reato sia stato ordinato l’arresto.

Bija, balzato all’onore delle cronache italiane per aver fatto parte di una delegazione ufficiale libica invitata e ospitata in Italia nel 2017 per alcuni incontri sulla gestione dei centri di accoglienza, è anche un esponente di rilievo della guardia costiera libica. Una “doppia veste” che ha naturalmente destato indignazione visto che il suo nome era finito anche nella lista dell’Onu delle persone più pericolose, ma che in Libia è sempre stato serenamente accettato. Nel 2018 l’Onu dispose anche delle sanzioni contro di lui.

Era stata l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) a chiedere l’incontro tra una rappresentanza delle autorità italiane e una delegazione libica. La riunione faceva parte di un progetto finanziato dalla Comunità europea che prevedeva una serie di visite di studio in Italia da parte di una delegazione libica, i cui componenti venivano stabiliti dagli stessi libici. In seguito emerse che al-Milad avrebbe ottenuto il visto fornendo al momento della domanda generalità false, probabilmente presentando un documento contraffatto.

L’uomo è stato accusato dalle Nazioni Unite “di essere uno dei più efferati trafficanti di uomini in Libia, padrone della vita e della morte nei campi di prigionia, autore di sparatorie in mare, sospettato di aver fatto affogare decine di persone, ritenuto a capo di una vera cupola mafiosa ramificata in ogni settore politico ed economico dell’area di Zawyah”.

Il nome di Bija è venuto fuori anche in diverse inchieste della magistratura siciliana che però, vista la rete di protezione su cui ha fin qui potuto contare in Libia, non è mai riuscita a perseguirlo.
 

Fonte: Repubblica

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