Condividi:

MISURATA – Bernard-Henri Lévy, 71 anni, filosofo, giornalista e saggista francese, noto in Francia anche con la sigla BHL, tra i più convinti sostenitori dell’intervento della Francia in Libia nel 2011 che ha contribuito alla caduta di Muammar Gheddafi e al caos che infuria attualmente nel Paese, si era recato in visita in Libia per testimoniare l’eccidio avvenuto a Tarhuna, città a circa 80 chilometri a sud-est di Tripoli.

Al suo arrivo alcuni combattenti hanno sparato colpi in aria per costringerlo a tornare indietro. “Cane ebreo”, hanno gridato, tra i vari insulti antisemiti. BHL era arrivato con visto regolare concesso dal ministro degli Interni Fathi Bashagha. Alcune milizie dello stesso schieramento lo hanno contestato anche per attaccare il ministro.

“Oggi, 25 luglio” si legge su un tweet del giornalista, “Campo di sterminio a Tarhuna. Questa città ha subito il martirio #Khadafi. 47 cadaveri, compresi i bambini, le mani serrate dietro, sono stati recentemente ritrovati in una fossa: hanno subito il martirio da parte delle milizie di #Haftar. Il mio dolore. La mia rabbia Solidarietà con #Tarhuna.

La sua presenza a Tarhuna non era prevista e non ha ottenuto un sostegno unanime. Anche il sindaco islamista di Misurata non voleva venisse così come i vertici delle milizie pro-Governo di accordo nazionale (GNA) che hanno organizzato l’attacco. Il tutto perché ogni francese oggi viene considerato un nemico in Tripolitania, e in particolare a Tarhuna dove sono state ritrovate armi francesi nei depositi della milizia di Haftar.

Le immagini sui social mostrano i miliziani fedeli al governo di Fayez al-Sarraj (supportato dalle Nazioni Unite) mentre gli bloccano la strada e sparando colpi nella direzione del suo convoglio. 

Ma Bernard-Henri Levy continua a scrivere e ha descritto l’attacco sul suo account Twitter: “Subito dopo il mio rapporto sulle fosse comuni. Questa è la vera polizia libica che protegge la stampa libera” dice mostrando una foto di militari col volto coperto. “Molto diversi dai criminali che hanno cercato di bloccare il mio convoglio al mio ritorno a Misurata. Il rapporto completo sarà presto pubblicato “, ha postato condividendo una foto di uomini incappucciati in armi. 

Come ha confermato oggi anche Afp, BHL era stato invitato dal ministro degli Interni Fathi Bashagha, ma senza l’accordo del resto del governo di Unità nazionale. In una dichiarazione pubblicata su Twitter, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri, aveva infatti dichiarato di essere “sorpreso che al filosofo sia stato permesso di entrare in città, dato il sostegno della Francia al signore della guerra Khalifa Haftar”. Al Michri aveva anche chiesto “alle autorità interessate di indagare”. 

Dopo la riconquista della regione contro le forze del generale Haftar lo scorso giugno, il GNA ha affermato di aver scoperto diverse fosse comuni, le cui vittime sarebbero state giustiziate da truppe di Haftar. Le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine. Per molti mesi Tarhuna è stata occupata da miliziani di Khalifa Haftar, ma anche da una banda criminale che si è data nome “Nona Brigata”, guidata da 4 fratelli, i Kaniat, che vengno definiti boss mafiosi. I Kaniat hanno combattutto fino all’ultimo contro le milizie di Tripoli e negli ultmi giorni sono fuggiti con le milizie di Haftar vreso Bani Walid e poi verso Jufra.

La missione Onu in Libia ha chiesto che “le autorità conducano indagini rapide, efficaci e trasparenti su tutti i presunti casi di decessi illegali”. “Accogliamo con favore la decisione odierna – ha chiesto l’Unsmil – di istituire un comitato per esaminare questo aspetto e invitiamo i suoi membri a intraprendere prontamente il lavoro volto a proteggere le fosse comuni, identificare le vittime, stabilire le cause di morte e riportare i corpi ai parenti prossimi”. L’Unsmil si prepara a inviare i suoi esperti a partecipare all’inchiesta.

A settembre del 2019 durante la 74a edizione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il capo del governo dell’Accordo nazionale in Libia, Fayez al-Sarraj, aveva denunciato con forza “le dannose interferenze straniere” nella guerra civile che sta portando il Paese nel caos, riferendosi in particolar modo a Francia ed Egitto.Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy