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161616607 c7ccd52f 375c 4005 afd8 97892a461674 - L'idea per far partire l'hotel: "Non trovavamo lavoratori stagionali, abbiamo assunto amici e parenti dei dipendenti"

C’è questo problema dei camerieri e dei cuochi che non si trovano, con baristi, ristoratori e albergatori alla disperata ricerca di personale. L’estate 2021 sarà ricordata anche per questo. C’è chi la butta in rissa dando addosso al reddito di cittadinanza e chi invece cerca soluzioni efficaci.

Il resort “Le Torri del Garda” ad Albisano di Torri del Benaco, in provincia di Verona, sicuramente ne ha trovata una. Anzi due. Assumere parenti o amici di chi già ci lavora e dare loro l’opportunità di vivere in una stanza d’albergo 4 stelle con vista lago. Risultato: su 55 dipendenti quasi una trentina sono coppie di parenti o amici tra loro, prima ancora che colleghi. Così Martina Casarola, co-proprietaria della struttura e responsabile delle risorse umane, ha sconfitto l’appeal del divano che, secondo la retorica leghista, rende qualsiasi lavoro poco appetibile. “Il reddito di cittadinanza non c’entra, il nocciolo del problema sono i sussidi che vengono dati agli stagionali. A fronte della certezza del bonifico di Stato, nessuno vuole prendersi il rischio di venire a lavorare in uno scenario di simile incertezza”, spiega la dirigente della struttura turistica in provincia di Verona. “Abbiamo aperto la stagione a giugno, ritardando l’apertura ben due volte proprio perché non avevamo personale. La risposta dagli stagionali era: stiamo ricevendo bonus Covid e disoccupazione, vogliamo lavorare in nero sennò perdiamo la certezza dell’aiuto statale. Non sapevo che pesci pigliare ma una cosa è certa: io non cedo alla logica del nero”.

Martina, con il fratello Marco e il compagno, nel 2011 ha rilevato questo resort di cui prima erano solamente gestori. Il 2019 è stata la prima stagione dopo una profonda ristrutturazione, poi nel 2020 è arrivato il Covid. “Non sapendo che pesci prendere ho pensato di puntare sul capitale umano: i dipendenti. Ho chiesto loro di spargere la parola tra parenti e amici. Incredibilmente sono arrivati i primi risultati”. Così ora ci sono Angela e suo figlio Ivan, Federica e la sorella Alessia, Pasquale e Carmen marito e moglie, le sorelle Letizia e Mariateresa, e così via. Il bagnino Mattia, invece, si è presentato con tutta la compagnia: 6 amici bergamaschi più il fratello Raffaele.

“Abbiamo ben 9 coppie di persone imparentate tra loro” dice Martina divertita. Ma ancora non bastava e allora la responsabile delle risorse umane si è inventata qualcosa di nuovo. “Ho riservato dieci suite per i dipendenti, non abbiamo mai fatto una cosa del genere in 20 anni. Ci abbiamo rimesso circa 300 mila euro ma così siamo riusciti a trovare il personale per affrontare la stagione”. Quindi c’è chi, dopo il turno di lavoro, si ritirava nelle camere dotate di tutti i confort. “La forza lavoro che veniva da noi è stata dirottata in altri settori come edilizia, logistica, supermercati” spiega Martina Casarola. “Alcuni nostri ex cuochi ora lavorano nelle gastronomie dei supermercati. Credo che ci vorrebbe un po’ più di attenzione verso il nostro settore. C’è questa idea dell’albergatore che si lamenta sempre ma io non ci sto. Ho voluto dare un segnale diverso: era un momento difficile ma ce l’abbiamo fatta, senza cedere a logiche fuori dalle regole”.

Fonte: Repubblica

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