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lindonesia mette in commercio una collana anti coronavirus alleucalipto sarcasmo sui social - L'Indonesia mette in commercio una collana anti-coronavirus all'eucalipto. Sarcasmo sui social

BANGKOK – Tra lo scetticismo degli scienziati e lo sconcerto dell’opinione pubblica, il ministro dell’Agricoltura indonesiano ha lanciato sul mercato domestico e internazionale una collana a base di eucalipto promossa come cura efficace contro il coronavirus.

Smentito dagli stessi tecnici del dicastero che parlano di un semplice rimedio generico di erboristeria, il ministro dell’agricoltura Syahrul Yasin Limpo ha dichiarato che la collana potrebbe “uccidere” il 42% del virus se indossata per 15 minuti o fino all’80% se usata per mezz’ora.

Già pronto per una produzione in serie dal prossimo mese, il modello è stato presentato con tanto di immagini pubblicitarie disponibili online dove si vede un cordino verde con una targhetta impregnata della polvere aromatica di foglie della pianta di cipresso tradizionalmente usata per i suffumigi. Ma il ministero metterà in commercio anche altre versioni della supposta medicina miracolosa nella versione da inalare, spray e in crema.

La reazione del pubblico via social media non si è fatta attendere e molti hanno ricordato l’imbarazzo creato al Paese dalle dichiarazioni del ministro della Sanità Terawan Agus Putranto, quando lo scorso marzo il Covid-19 sembrava ancora aver risparmiato il grande arcipelago islamico da 200 milioni di abitanti e il politico (peraltro di fede cristiana) disse che a salvare il Paese era stato “il potere della preghiera”.

Peccato che nei giorni successivi il numero dei contagi prese a salire fino a portare l’Indonesia in testa alle statistiche della pandemia nel Sudest asiatico con 65mila casi e oltre 3.200 morti.

Incurante del fatto che il mondo intero stia ancora cercando un rimedio efficace e sperimentato, Putranto ha specificato che il vapore proveniente dall’eucalipto può “danneggiare la struttura della principale proteina del virus così da rendere difficile la sua replica”.

Ma il capo dell’Agenzia per la ricerca sulla salute del suo stesso ministero, Fadjry Djufry, ha preso le distanze spiegando che i vari test di efficacia non sono stati effettuati su campioni di SARS-CoV-2, ma su ceppi di infezioni umane più comuni come l’alfacoronavirus e il betacoronavirus, e senza il supporto di specialisti in pneumologia.

Dopo le prime proteste, Djufry ha fatto un ulteriore passo indietro, dicendo che il ministero ha ricevuto il permesso di distribuzione della collana solo dall’Agenzia nazionale per la lotta contro la droga e l’adulterazione del cibo.

Di conseguenza, ha detto, la campagna promozionale dove si descrive il prodotto come “Anti Coronavirus” era solo uno stratagemma e la collana mostrata nella foto un semplice prototipo tanto che – una volta in commercio – il ministero rimuoverebbe l’etichetta fuoriviante presentandola come accessorio per l’aromaterapia. “Abbiamo usato il termine antivirus – ha spiegato – per sollevare lo spirito dei nostri ricercatori”.

Le precisazioni non hanno evitato la presa di distanza dell’Associazione medica indonesiana che, per bocca del suo presidente Mohammad Adib Khumaidi, ha avvertito che sarebbero necessarie ulteriori ricerche prima di considerare la collana un “antidoto”, anche se ha ammesso il comprovato effetto balsamico dell’eucalipto sulle vie respiratorie.

Altri ricercatori si sono indignati per l’occasione persa: il governo avrebbe dovuto ricordare le sole provate misure di prevenzione come il regolare lavaggio delle mani, la distanza sociale e l’igiene personale, mettendo in guardia dal creare “false aspettative”.

“Se la collana non riesce a soddisfare lo scopo prefisso, c’è il rischio che l’Indonesia possa diventare uno zimbello internazionale”, ha commentatola scrittrice Nadhila Chairannisa che vive a Oxford in Inghilterra.

Ma nonostante il diffuso sarcasmo sui social media, il ministero dell’Agricoltura sta cercando di vendere i prodotti a base di eucalipto anche all’estero e ha già depositato i brevetti per collane e inalatori a Singapore, in Malaysia e perfino in India, dove i produttori di medicine ayurvediche decantano i loro farmaci naturali anti-coronavirus, accolti con altrettanto scetticismo per le scarse prove scientifiche sulla loro efficacia.

Fonte: Repubblica

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