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085150896 4466563a 3a76 4018 9c57 bdee7c6b667b - L'Iran libera una ricercatrice australiana: ma è polemica per lo scambio di prigionieri

Dopo 800 giorni di detenzione la ricercatrice britannico-australiana Kylie Moore-Gilbert è stata liberata dall’Iran, che la accusava di spionaggio: un’operazione destinata a generare polemiche perché in contemporanea alla liberazione della donna la Thailandia ha lasciato liberi di tornare a casa tre iraniani accusati di aver tentato di uccidere diplomatici israeliani a Bangok. Nè la Thailandia nè l’Australia hanno parlato ufficialmente di “scambio di prigionieri”, ma la tv iraniana ha sottolineato il legame fra i due casi.

Moore-Gilbert era una docente di studi sul Medio Oriente all’Università di Melbourne quando è stata mandata nella prigione di Evin a Teheran nel settembre 2018 e condannata a 10 anni. La donna è una dei tanti occidentali detenuti in Iran con accuse di spionaggio. Fra loro  AhmedReza Djalali, un ricercatore iraniano-svedese che, prima dell’arresto avvenuto in iran nel 2016, lavorava presso l’Istituto karolinska di Stoccolma. In passato aveva anche collaborato con l’università italiana del Piemonte orientale a novara, dove aveva svolto ricerche sul miglioramento nella gestione delle emergenza da parte degli ospedali in caso di attacchi terroristici o con armi chimiche e biologiche.

L’emittente di Stato iraniana ha mandato in onda un video che la mostrava con un hijab grigio seduta in quella che è apparsa una stanza d’attesa di uno degli aeroporti di Teheran. Il filmato poi mostrava tre uomini con bandiere iraniane sulle spalle: gli iraniani liberati nell’ambito dello scambio appunto.

La pressione internazionale sull’Iran per ottenere il rilascio di Kylie Moore-Gilbert è aumentata negli ultimi mesi a seguito delle notizie secondo cui la donna era in gravi condizioni di salute a seguito di un lungo periodo in isolamento e dopo il suo trasferimento nella famigerata prigione di Qarchak, a est di Teheran.

Durante la sua prigionia, Moore-Gilbert ha intrapreso uno sciopero della fame e ha implorato il governo australiano di fare di più per liberarla.
 

Fonte: Repubblica

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