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VILNIUS – Il parlamento della Lituania ha dato il via libera a una legge che consente di installare una recinzione per arginare il flusso di migranti bielorussi. Nelle ultime 24 ore, circa 200 migranti sono entrati in Lettonia, un Paese Ue e membro Nato di 1,9 milioni di persone, dalla Bielorussia. “Il regime di emergenza significa che il confine tra la Lettonia e la Bielorussia sarà praticamente chiuso a tutti”, ha detto il primo ministro lettone Krisjanis Karins. Lo stato di emergenza entrerà in vigore domani e durerà fino al 10 novembre.

La legge di Vilnius, approvata con 80 voti a favore e due astensioni, dà al progetto della recinzione uno status di importanza nazionale, che lo esclude da alcune restrizioni sugli appalti, secondo l’agenzia Bns. “Dobbiamo avere una frontiera forte e affidabile con la Bielorussia il più presto possibile”, ha detto il ministro dell’Interno Agne Bilotaite, sottolineando che la legge avrebbe dimezzato i tempi di costruzione.

La Lituania prevede di costruire una recinzione a fisarmonica di 508 chilometri, accompagnata da un recinto di filo metallico, il cui costo è stimato intorno ai 152 milioni di euro. Vilnius, che ha offerto un forte sostegno e rifugio all’opposizione bielorussa, ha iniziato a respingere i migranti questa settimana dopo che più di 4.000 persone sono entrate nel paese dalla Bielorussia dall’inizio dell’anno. Con Bruxelles, accusa il presidente bielorusso Alexander Lukashenko di incoraggiare deliberatamente ulteriori arrivi di migranti clandestini come ritorsione per le sanzioni contro il suo regime.

Il parlamento lituano ha anche votato per permettere ai militari di pattugliare il confine insieme alle Guardie di frontiera per respingere coloro che lo attraversano illegalmente.

“Con l’invio di migranti prima in Lettonia e ora anche in Lituania e Polonia, il leader autoritario bielorusso Alexander Lukashenko sta cercando di destabilizzare l’Ue, usando gli esseri umani in un atto di aggressione”. Questo perché “le sanzioni lo hanno ferito”, ma è un segnale di “disperazione”. Lo ha detto la commissaria Ue per gli Interni, Ylva Johansson, in un’intervista al Financial Times.

La commissaria ha riferito di aver già inviato le squadre di Frontex in Lettonia e che la Commissione europea è “pronta ad intervenire se necessario” dando maggior sostegno a Riga e Varsavia. Tra Putin, Erdogan e Lukashenko “ci sono alcune somiglianze nell’usare migranti, esseri umani, strumentalizzandoli. Ma ci sono anche importanti differenze: quello che sta facendo Lukashenko è far entrare persone con informazioni false”, ha aggiunto Johansson. Fonte: Repubblica

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