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lo stato di emergenza larma del premier contro il coronavirus - Lo Stato di emergenza, l'arma del premier contro il coronavirus

È l’arma che permette al premier di legiferare alla svelta assumendosi tutte le responsabilità con un provvedimento che tutti gli italiani hanno imparato a conoscere. È il Dpcm, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che, dall’inizio della pandemia, ha regolato la vita del Paese imponendo restrizioni sulla libertà personale o obblighi come la quarantena e l’uso delle mascherine e dei dispositivi di protezione.

Più in generale, lo stato di emergenza che con tutta probabilità verrà prorogato fino al 31 dicembre permette al governo di assumere decisioni immediate senza attendere i tempi del Parlamento e di provvedere all’acquisto di materiali necessari, ad esempio quelli sanitari, o all’approntamento di nuovi reparti ospedalieri con una procedura di appalti assai più rapida e semplificata rispetto a quella standard.

In altre parole, lo Stato di emergenza è il provvedimento che (non senza polemiche e riserve anche all’interno della stessa maggioranza) ha consentito e consentirà al governo di adottare le contromisure all’emergenza Covid ritenute necessarie nel più breve tempo possibile.

Una misura sollecitata dallo stesso Comitato tecnico scientifico in quanto consente, ad esempio, l’istituzione delle zone rosse da parte del governo anche se l’inchiesta ( ancora in corso) sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro solleva molti dubbi sul reale utilizzo della norma. Le procedure semplificate previste dallo stato di emergenza hanno dato finora agio alla Protezione civile di provvedere all’acquisto di dispositivi di protezione ed altri materiali e serviranno ora alla struttura commissariale di Arcuri per acquisire rapidamente tutto quello che serve alle scuole per la ripartenza.

Infine, lo smart working. Con il prolungamento dello stato di emergenza verrà consentito agli impiegati statali di proseguire a lavorare da remoto.
Al 31 luglio, data di scadenza dell’attuale stato di emergenza ma anche dell’ultimo Dpcm, se non verranno prorogate da un provvedimento ad hoc decadrebbero automaticamente tutti i provvedimenti ancora in vigore, dall’uso delle mascherine obbligatorio negli ambienti chiusi al distanziamento sociale alla quarantena.

Fonte: Repubblica

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