Condividi:

Ali Maisam Nazary è il responsabile delle relazioni internazionali del Fronte Nazionale di Resistenza dell’Afghanistan guidato da Ahmad Massud, figlio del “Leone del Panshir” ucciso dai talebani vent’anni fa, due giorni prima dell’attentato alle Torri Gemelle. Lo raggiungiamo telefonicamente dopo che i talebani sono entrati nella Valle del Panshir.
 

Qual’è la situazione sul terreno?
“I talebani hanno occupato la strada principale a fondo valle e il capoluogo Bazarak, mentre il Fronte Nazionale di Resistenza controlla ancora il 65% della provincia del Panshir, le valli laterali e tutte le posizioni strategiche. I talebani stanno espellendo migliaia di cittadini dal Panshir con un’operazione di pulizia etnica. Centinaia di giovani sono stati arrestati e portati in una località sconosciuta e non conosciamo il loro destino. Rischiamo una grave crisi umanitaria, la comunità internazionale deve fermare questi crimini”.
 

Il Pakistan è stato coinvolto nelle operazioni militari dei talebani nel Panshir?
“Si, c’è stato un supporto aereo straniero con droni ed elicotteri alle operazioni militari dei talebani. Azione confermata anche da diverse intelligence internazionali e dallo US CentCom”.

Come sta il Comandante Ahmad Massud?
“Sta bene e guida la resistenza”.
 

Ci parli dei rapporti fra talebani e Isis-Khorasan.
“Non vediamo alcuna differenza fra di loro: hanno la stessa ideologia jihadista e totalitaria. Pensi al network di Haqqani: oggi il loro leader, Sirajuddin Haqqani, è il nuovo ministro dell’Interno ed è stato legato prima ad Al Qaeda ed oggi a Isis-K. Il nuovo regime è fatto di terroristi, criminali e narcotrafficanti. La narrativa sui “talebani moderati”, che ha affascinato diversi esponenti politici in occidente, è sciagurata”.
 

Qual è il suo giudizio sul governo formato dai talebani?
“I talebani di oggi sono peggiori di quelli di 25 anni fa: sono più crudeli, più fondamentalisti, più radicali e più discriminatori. Il cosiddetto nuovo governo che noi consideriamo assolutamente illegittimo è composto da terroristi ricercati dalla giustizia internazionale. L’occidente ha commesso un grave errore a legittimarli come interlocutori. Il mullah Mohammad Hassan Akhund, futuro primo ministro, ha tutte il carte in regole per guidare uno stato fallito”.

Ahmad Massoud ha lanciato un appello per una “rivolta nazionale” contro il regime talebano: qual è stata la risposta nel Paese?
“Molto positiva. Ci sono già state decine di manifestazioni in tutto il Paese contro il regime talebano: le donne a Kabul, migliaia di cittadini a Herat, Mazar i-Shariff e Bamyan sono scesi in piazza per difendere le libertà conquistate in questi anni. In alcune aree del centro del Paese popolate dagli hazara, come a Daykundi e Bamyan, ci sono stati anche scontri armati”.
 

Il portavoce dei talebani ha annunciato che l’Afghanistan potrebbe unirsi al Corridoio Cina-Pakistan ed al progetto della Nuova via della seta. Quale ruolo avrà la Cina nel Afghanistan dei talebani?
“C’è una partnership crescente fra Cina e governo illegittimo dei talebani e la Cina ha bisogno dell’Afghanistan per creare una connessione terrestre con l’Iran. I talebani hanno dato garanzie ai cinesi che saranno silenti sulla terribile repressione degli uiguri e sono pronti a concedere ampie concessioni per lo sfruttamento delle risorse minerarie del paese”.
 

Cosa crede dovrebbero fare ora l’Occidente e la comunità internazionale per sostenere la resistenza nel Panshir?
“Abbiamo bisogno di ogni tipo di aiuto: umanitario, politico e militare. Se l’occidente vuole davvero combattere il terrorismo dovrebbe aiutare gli ultimi alleati che gli sono rimasti in Afghanistan”.
 

A breve lei ed una delegazione della Resistenza sarete in Europa ed in Italia per incontrare governo e Parlamento: quale sarà il messaggio che rivolgerete alle autorità?
“Il nostro messaggio è semplice: non abbandonate l’ultima speranza di democrazia e libertà per l’Afghanistan. Non possiamo stare a guardare in silenzio e permettere ad un regime totalitario di reprimere con la violenza donne, intellettuali e giornalisti. Il Fronte Nazionale di Resistenza dell’Afghanistan insedierà a breve un governo democratico nelle aree liberate. Chiediamo ai paesi liberi di non riconoscere il regime talebano. C’è ancora una possibilità per salvare l’Afghanistan”.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy