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LONDRA. Nonostante gli stop di ieri in vari Paesi – Italia inclusa – per alcuni casi di embolia il cui legame con la somministrazione di alcuni lotti del vaccino anti Covid non è ancora dimostrata, c’è chi dice convintamente sì ad AstraZeneca. E sono in tanti. Il Regno Unito in primis: Boris Johnson, tramite il suo portavoce, ha fortemente confermato l’efficacia e la sicurezza del vaccino tutto inglese, ideato da un’istituzione mondiale come lo Jenner Institute di Oxford e prodotto dall’azienda farmaceutica britannico-svedese AstraZeneca: “Non c’è alcun allarme, è un vaccino efficace e sicuro”. 

I dati sono dalla sua parte: su 9,7 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca in Regno Unito somministrate sinora (dati aggiornati al 28 febbraio), sono stati ufficialmente 54.180 i casi con vari sintomi e reazioni avverse riportate, ossia lo 0,55% del totale. Di queste, 194 sono state le reazioni più gravi, come anafilassi, ossia lo 0,002% del totale, un numero infinitesimale. Dall’inizio della somministrazione, ci sono stati inoltre 275 casi di morte sospetti, ossia lo 0,0028%, che in un primo momento erano state pensate come consequenziali al ricevimento di vaccino AstraZeneca. Sinora, però, le indagini delle autorità mediche inglesi non hanno legato alcun caso di morte direttamente al vaccino, in quanto “la grande maggioranza dei casi è avvenuta su pazienti con serie condizioni di salute croniche” (qui il report completo del governo britannico).

Non solo il Regno Unito. Margaret Harris, portavoce dell’Organizzazione mondiale della Sanità ha detto: “Dovremmo continuare a usare il vaccino AstraZeneca, non c’è motivo per non farlo”. Se Italia, Danimarca, Norvegia e Finlandia hanno bloccato precauzionalmente la somministrazione del vaccino anti Coronavirus di Astrazeneca in toto per un certo periodo di tempo o relativamente a singoli lotti sospetti, altri Paesi continueranno a utilizzarlo senza altri stop. Il resto dell’Ue, come la Francia, per esempio: “Non c’è ragione di sospenderlo”, ha detto il ministro della Salute Olivier Véran, citando il rischio statistico molto basso e ripetendo ciò che anche la stessa Ema ha notato ieri. Ma, al di fuori dell’Europa, ci sono anche Canada, Australia, Messico, le Filippine e la Corea del Sud che nelle ultime ore hanno ribadito la loro fiducia nel vaccino di Oxford, annunciando il proseguimento della sua somministrazione come da piani iniziali. 

Per esempio, il Ministero della Salute canadese ha sottolineato come “il governo sia a conoscenza di quanto stia accadendo in altri Paesi, ma i benefici del vaccino AstraZeneca sono ben superiori ai rischi. Al momento, non c’è alcuna indicazione che il vaccino possa provocare simili problemi (trombosi, ndr). Sinora, nessun caso di simili reazioni avverse sono stati notificati alle autorità canadesi”. AstraZeneca, in un comunicato, ha ribadito ieri di non aver mai avuto alcuna traccia di rischi di trombosi nei test medici svolti negli ultimi mesi. 

Fonte: Repubblica

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