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015808382 5864a5b4 4e99 44c9 a777 e63f6b52ff2d - Los Angeles, Britney Spears torna a parlare: "Voglio che mio padre venga incriminato"

“Ho pensato che stessero tentando di uccidermi. Mi piacerebbe che mio padre venisse incriminato per abuso di tutela. Voglio denunciarlo oggi, voglio che si indaghi su di lui”. Sono le parole della cantante americana Britney Spears che, a sorpresa, è tornata a parlare davanti alla corte del tribunale di Los Angeles, alla ripresa del processo in cui l’artista ha chiesto di essere liberata dalla tutela legale del padre, Jamie Spears, a cui è sottoposta dal 2008. La cantante ha rilasciato queste dichiarazioni in collegamento telefonico. E’ stato un intervento appassionato, interrotto dalle lacrime, ma anche segnato da parole dure. Ha definito la “conservatorship”, la tutela che scatta per persone con problemi psichici, una cosa “fottutamente crudele”. “Se questo non è un abuso – ha aggiunto, tra i singhiozzi – non so cosa possa esserlo”. Intanto l’artista pop ha ottenuto una prima, simbolica, vittoria.

La prima in tredici anni: si è vista riconosciuta dalla corte il diritto a ingaggiare un proprio avvocato, e non affidarsi a quello nominato dalla corte. Britney si affiderà a Matthew Rosengart, ex procuratore federale e veterano di Hollywood, in passato difensore di Steven Spielberg e Sean Penn. La decisione della corte è molto importante perché per la prima volta Spears è stata considerata una persona autonoma, libera di scegliersi da chi farsi difendere. Una donna, non più un automa, seppure celebre in tutto il mondo. L’annuncio è stato accolto da applausi fuori dalla corte dove decine di fans e attivisti si erano radunati al grido di ‘Free Britney’, diventato anche un hashtag sui social. Un altro assembramento di fans era stato organizzato a Washington.

L’udienza di oggi era molto attesa, ha ricordato quella del 23 giugno, giorno in cui la cantante aveva fatto conoscere a milioni di fans la sua vera condizione di “prigioniera”. La protagonista di brani come “Toxic”, “Gimme More” “Oops!… I Did It Again”, “Criminal” e “Baby One More Time”, ha vissuto in una “prigione dorata”, senza possibilità di uscire da sola, utilizzare i suoi ricchi guadagni, parlare al telefono e andare dalla ginecologa per togliersi la spirale. Vent’anni di vita da pop star, di Grammy Awards, Billboard, che nascondevano una vita d’inferno, di umiliazioni. “Non sono felice – aveva detto – non riesco a dormire, piango tutti i giorni, rivoglio la mia vita indietro”.

Quel potente discorso, durato ventitré minuti, fatto in collegamento video, interrotto dalle lacrime, aveva prodotto effetti a catena: si erano dimessi l’avvocato nominato dalla corte, il management scelto per controllore i beni della cantante. Pochi giorni dopo se n’era andato anche il manager storico, Larry Rudolph, il quale aveva sganciato la bomba: Britney chiude con la musica. Non è mai arrivata la conferma, ma la tensione attorno alla figura della cantante non è mai evaporata. Spears, che ha ricevuto il sostegno di molti personaggi famosi alla vigilia dell’udienza di oggi, dalla cantante Miley Cirus al fondatore di Tesla, Elon Musk, ha anche trovato un’alleata nella madre, Lynne, che ha chiesto alla corte di “esaudire i desideri della figlia” e liberarla dalla tutela. A sua difesa è apparso anche il controverso rappresentante repubblicano del Congresso Matt Gaetz, intervenuto durante il sit-in davanti al tribunale, per attaccare il “sistema giudiziario americano”. Il nome di Gaetz è finito in un’inchiesta su un giro di prostituzione minorile. Altro personaggio ambiguo protagonista della giornata è stato Sam Lutfi, ex manager della cantante, che ha ammesso su Twitter di aver sbagliato. “L’ho delusa – ha scritto – dovevo proteggerla da tutto questo, l’ho abbandonata e entrambi abbiamo pagato caro questo. Mi metto la testa tra le mani, mi dispiace tanto”.

In questi anni la cantante è stata spesso dipinta come una esaurita mentale, incapace di gestire la sua vita privata. La relazione finita in maniera turbolenta con Justin Timberlake, il matrimonio durato 55 ore con un amico d’infanzia, poi quello con il rapper Kevin Federline, la nascita di due figli, nel 2005 e nel 2006, la fine improvvisa, la perdita della custodia dei due bambini, seguita dal ricovero dell’artista in una clinica di riabilitazione ad Antigua, nei Caraibi. Pochi mesi dopo il padre aveva ottenuto di diventare il tutore legale, controllore di tutto, dalla vita privata della figlia al suo patrimonio valutato più di sessanta milioni di dollari. Adesso la cantante rivuole tutto indietro. Intanto ha ottenuto dalla corte di avere un avvocato scelto da lei, per riprendere la battaglia legale, come una persona normale.

Fonte: Repubblica

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