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mali migliaia in piazza contro il capo di stato - Mali, migliaia in piazza contro il capo di Stato

BAMAKO – Nuova imponente manifestazione venerdì in Mali, la terza in un mese, contro il presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keita.I dimostranti hanno attaccato edifici pubblici e cercato di fare irruzione all’Assemblea Nazionale. Durante la protesta è stata occupata la tv e la radio di Stato e le trasmissioni interrotte.  La polizia ha sparato lacrimogeni: “Abbiamo contato venti feriti e un morto” ha dichiarato all’AfpYamadou Diallo, il medico che lavora alle urgenze dell’ ospedale Gabriel Touré, nella capitale. Durante le proteste, molti uffici e beni sono stati saccheggiati, distrutti documenti . “Le forze dell’ordine sono state obbligate a sparare”, riporta l’agenzia di stampa francese.

Alcuni dimostranti hanno eretto barricate su uno dei ponti mentre si sprigionavano incendi sporadici in varie zone della città appiccati da pneumatici bruciati. In un comunicato pubblicato nella notte, il capo di Stato ha annunciato l’apertura di un’inchiesta “per stabilire le circostanze esatte dell’accaduto” e ha assicurato che “difenderà i beni dei cittadini e delle istituzioni” affermando “la volontà di continuare il dialogo e calmare la situazione”.

La manifestazione a Bamako è stata organizzata dal Movimento del 5 giugno, formata da capi religiosi, da politici e società civile, che contesta il presidente Keita, al potere dal 2013. La protesta capeggiata dall’imam Mahmoud, che aveva sostenuto Keita alle presidenziali, aumenta l’instabilità di un Paese in crisi economica che si confronta dal 2012 agli attacchi dei jihadisti, ai quali si aggiungono le violenze tra le diverse comunità.

 “Non vogliamo più questo regime” ha detto uno dei responsabili della contestazione, Issa Kaou Djim, “ora non consideriamo più Keita il nostro presidente.Tutto ciò che faremo sarà all’interno di una cornice democratica e repubblicana”. Alcuni responsabili del movimento invocano la disobbedienza civile in un documento in dieci punti dove invitano a non pagare più multe e contravvenzioni. Nel documento si incita ad occupare gli incroci e costituire “dispositivi mobili di comunicazione nel caso in cui internet venga interrotto”. 

Il Movimento del 5 giugno chiede la dissoluzione del Parlamento, la formazione di un governo di transizione di cui designerebbe il Primo ministro e la sostituzione di nove membri della Corte costituzionale, accusati di collusione con il potere. In un comunicato, si legge che il presidente è ritenuto responsabile delle violenze e si esortano le forze dell’ordine a proteggere “i manifestanti che difendono i valori democratici, laici e repubblicani”

Fonte: Repubblica

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