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Una tromba d’aria ha investito nel tardo pomeriggio di oggi l’hinterland milanese provocando ingenti danni. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per rimuovere alberi abbattuti, per allagamenti di strade e per i danni a tetti di abitazioni divelti. Le zone più colpite sono state quelle di Inzago, Basiano, Pozzo d’Adda e Cambiago.

In provincia di Brescia nel pomeriggio il vento ha soffiato a 130 chilometri all’ora per circa un’ora. Scoperchiati alcuni tetti di abitazioni e strutture pubbliche in provincia. Alcuni alberi in strada si sono abbattuti su auto in sosta e in alcune zone della città le strade, anche del centro storico, si sono trasformate in fiumi di fango a causa dei tombini intasati. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco, ma non si registrano feriti.

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A causa del nubifragio domani e lunedì resteranno chiusi tutti i cimiteri della città, perché sono in corso verifiche strutturali all’interno dei cimiteri.  Lo ha deciso il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono. Lunedì saranno garantite le funzioni funebri, ma con accesso limitati ai parenti del defunto.

Un vero e proprio fiume d’acqua si è riversato sulla strada provinciale tra San Paolo d’Argon e Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, l’acqua ha portato con sé detriti e fango, che hanno causato la chiusura della strada in entrambe le direzioni a causa della frana. Allagamenti anche sull’ex provinciale, sempre nella stessa zona, hanno mandato in tilt la viabilità sia verso Trescore, sia verso Bergamo.

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Il maltempo ha colpito anche l’Alto Adige: le forti piogge e i temporali hanno provocato uno smottamento a San Vigilio di Marebbe su una strada che porta a un rifugio, ma non ci sono state vittime o feriti, perché la frana non ha toccato il centro abitato. Smottamenti anche a San Leonardo in Passiria, a Vipiteno e a Chiusa. Le strade sono diventate torrenti in Val lagarina e a Rovereto, dove i Vigili del fuoco hanno dovuto compiere una quindicina di interventi.

La Coldiretti lancia l’allarme per gli effetti del maltempo nelle campagne in piena stagione di raccolta. “La grandine – osserva l’associazione – è la più temuta in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi, con la perdita di un intero anno di lavoro”.
Una tempesta di piena estate che, prosegue la nota della Coldiretti, “conferma la tendenza alla tropicalizzazione, che si manifesta con una elevata frequenza di eventi estremi con manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi”.

Fonte: Repubblica

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