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IL CAIRO – Spari contro Bernard-Henri Lévy durante la sua visita in Libia, a Misurata. Il convoglio del filosofo, giornalista e saggista francese è stato attaccato con colpi di arma da fuoco sparati in aria dalle milizie per impedirgli l’ingresso a Tarhuna, a poco più di 90 chilometri a sud-est di Tripoli.

Bhl era arrivato in mattinata all’aeroporto di Misurata, su invito dell’ufficio stampa del ministro dell’Interno, Fathi Bashagha. Da anni impegnato nella difesa dei diritti umani, voleva visitare Tarhuna, riconquistata due mesi fa dalle forze governative e dove sono state scoperte fosse comune con centinaia di corpi. Il governo del premier Fayez al Serraj ha accusato le milizie alleate del maresciallo Khalifa Haftar di aver compiuto esecuzioni sommarie e nascosto i cadaveri.

Secondo quanto riferiscono diversi media locali Bernard-Henri Lévy non avrebbe avuto un invito ufficiale dell’intero governo di Tripoli, ma solo di Bashagha: sarebbe stato accolto in modo ostile anche dal sindaco di Misurata Mustafa Karwad che non lo ha voluto ricevere, riferisce il sito Libya al-Akhbar. Levy “è arrivato oggi a Misurata” senza l’approvazione da parte del  Governo di accordo nazionale libico (Gna) ma solo con “un invito dell’ufficio del ministro dell’Interno Fathi Bashagha”, scrive il Libyan Observer.

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“Una forza congiunta del Gna” ha aperto “il fuoco contro il convoglio di Bernard-Henry Lévy, spingendolo fuori dai confini amministrativi di Tarhuna”, ha detto l’emittente Libya al-Ahrar. Oded Berkowitz, accreditato analista di intelligence senza parlare di spari ha twittato che il filosofo “è stato bloccato da milizie locali mentre tentava di visitare Tarhuna”.

Il presidente dell’Alto consiglio di Stato, Khalid Al-Mishri, si è detto “sorpreso che al filosofo sia stato consentito di entrare nella città visto il sostegno della Francia al signore della guerra” Khalifa Haftar, scrive in un tweet Libya al-Ahrar che mostra l’annuncio: “Consideriamo la sua visita una palese trasgressione e un’interferenza nei poteri dell’amministrazione locale”.

Il governo di Serraj, oggi in visita ad Ankara da Recep Tayyip Erdogan, è appoggiato dalla Turchia, mentre la Francia sostiene Haftar.

Intanto oggi il premier Giuseppe Conte ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente turco Erdogan. Al centro del colloquio c’è stata proprio la questione libica. I due leader hanno concordato sulla “necessità di proseguire il dialogo per arrivare a una soluzione politica”. Tra gli altri argomenti discussi, gli ultimi sviluppi delle principali questioni regionali e la “cooperazione nella lotta al Covid 19”, oltre che i passi da intraprendere nella fase successiva all’emergenza sanitaria.
 

Fonte: Repubblica

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