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metadone codeina e trap lo sballo rilassante che ha ucciso gianluca e flavio - Metadone, codeina e trap: lo sballo "rilassante" che ha ucciso Gianluca e Flavio

Un mondo fatto di adolescenti che riconoscono le droghe dal colore, dove i ragazzini danno del tu ad un 41enne tossicodipendente che bazzica nel quartiere, che poi vende loro per pochi euro la dose di metadone affidatagli dal servizio pubblico per il contrasto alle dipendenze. È una dimensione che si ritorce contro se stessa, un condensato dei peggiori incubi di un genitore l’ordinanza del gip di Terni, Barbara Di Giovannantonio, che ha decretato la custodia in carcere per Aldo Maria Romboli, l’uomo che ha ammesso di aver bevuto assieme a Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi una mistura di metadone e acqua, per poi cederla loro per 15 euro. L’uomo è indagato per la morte dei ragazzi di 15 e 16 anni come conseguenza di altro reato.

 Gli amici: ecco le ultime ore di Gianluca e Flavio
Nelle nove pagine del documento firmato dal gip, le ultime ore di Gianluca e Flavio sono raccontate dagli amici presenti lunedì sera a Terni, alla partita di calcio, nel quartiere San Giovanni, durante la quale i due adolescenti avrebbero iniziato a manifestare i primi sintomi di malessere.

I due amici inseparabili arrivano insieme all’appuntamento in via Milazzo, a bordo della minicar di Flavio. Sono circa le 22, ma i due non scendono in campo, restano tutto il tempo seduti sulla panchina. Gianluca è descritto come quello in condizioni peggiori, ogni tanto si accascia, non si regge in piedi, quando gli altri ragazzi si avvicinavano per chiedergli perché stesse così male “sembrava che gli girassero gli occhi”, si legge nell’ordinanza.

Stava male a causa della codeina che aveva preso da Aldo, il tossicodipendente fermato, avrebbe risposto il ragazzo, per poi vomitare diverse volte una sostanza biancastra. È a quel punto che i “più esperti in materia” sentenziano che probabilmente la sostanza assunta era metadone e non codeina, che invece ha un colore violaceo. Flavio ha la nausea, ha la sensazione di dover vomitare, ma sembrava stare meglio. Cercano comunque di rassicurare il resto del gruppo: basta bere un po’ di acqua per sentirsi meglio.
Una versione che concorda male col racconto della madre di Flavio a Repubblica. La donna sosteneva che il 16enne non facesse trapelare alcun segnale di malessere. In ogni modo, verso mezzanotte, hanno ancora raccontato agli investigatori gli amici presenti, Flavio prende la sua macchinina e torna a casa, l’indomani avrebbe iniziato l’alternanza scuola lavoro al Comune di Terni. Gianluca invece tarda, si trattiene fino all’una, finché un amico lo riaccompagna a casa, poco distante.

 Un sorso di metadone al parco
Prima della partita di calcetto l’appuntamento è alle 9 di sera al parco del quartiere San Giovanni. Gianluca, Flavio e Aldo – il 41enne in cura al Serd, che ha ricostruito questa parte della vicenda davanti ai magistrati – bevono insieme da una bottiglietta un mix di acqua e metadone. I tre si conoscevano da tempo, perché frequentavano la stessa area verde, prosegue il presunto pusher, che dice di aver lasciato la bottiglietta ai ragazzi con due dita di sostanza, di aver incassato 15 euro e di essere tornato a casa.

L’aver bevuto da quella bottiglia assieme ai due giovani poche ore prima della loro morte è per la Procura l’episodio associato all’accusa più pesante. Nell’ipotesi formulata dal pm, quel momento di condivisione sarebbe stato per il tossicodipendente funzionale alla vendita della bevanda che potrebbe aver ucciso nel sonno i due minorenni.

 Metadone per codeina
Non è la prima volta che il tossicodipendente ha detto di aver ceduto metadone ai ragazzi. Era già successo a giugno e Romboli sostiene in quell’occasione di aver detto a Flavio e Gianluca che si trattasse di codeina, mentre riguardo a lunedì scorso, poche ore prima della tragedia, afferma che fosse chiaro a tutti che la sostanza venduta fosse metadone. Ma per il gip la versione è in disaccordo con quella resa dagli amici. Questi hanno raccontato agli inquirenti che i due ragazzi dicevano di stare male a causa della codeina comprata da Aldo. 
Un testimone, in particolare, ha riferito di aver visto personalmente l’indagato, in altre occasioni, cedere a Flavio e Gianluca la codeina e  addirittura spiegare loro come diluirla.

 Ragazzini, codeina e trap 
Dalle righe dell’ordinanza emerge un quadro che il gip definisce “un’allarmante consuetudine” anche tra gli adolescenti “di assumere metadone diluito o codeina diluita con acqua o con altre bevande, al fine di ottenere un effetto rilassante”. Sull’argomento alcuni ragazzi hanno riferito agli inquirenti che la modalità di miscelare le sostanze vengono apprese “da alcuni video che circolano su internet e da alcune canzoni di alcuni cantanti trap”. Uno scenario confermato anche da Aldo. 

 Marijuana e vitamina C
Nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero di Terni, Raffaele Pesiri, parlano anche gli elementi sequestrati dai carabinieri. Le pagine firmate dal gip Di Giovannantonio fanno chiarezza sugli elementi sequestrati nella camera di Flavio, nella villetta in zona Villa Palma dove abitava con la madre. Nei reperti figurano semi di marijuana, un macina tabacco con residui della stessa “erba” e un barattolo arancione con la scritta “Vitamin C 4 natural blend” pieno di pastiglie bianche, che probabilmente verranno analizzate in un secondo momento. Giusto ieri, su Repubblica, il padre di Flavio aveva espresso il dubbio che qualcuno possa aver fornito al figlio qualche sostanza, spacciandola per un rimedio per dimagrire.

Nella minicar grigia del ragazzo è stata trovata una bottiglietta con un liquido marrone, piena per un terzo.
Tre flaconi di metadone da 80 millilitri con l’etichetta del Serd, come riportato nei giorni scorsi, sono stati invece sequestrati a casa di Romboli. Due di questi erano vuoti e uno era pieno a metà. I militari sono usciti dalla casa dell’indagato anche con un flacone vuoto di Xanax, due vuoti di Lormetazepam, compresse di Edronax, bicarbonato di sodio e acqua per preparazioni iniettabili.

 Il gip: il metadone, anche da solo, uccide
Se la Procura di Terni, nell’attesa di autopsia ed esami tossicologici previsti per domani, non scarta l’ipotesi del mix di “droganti”, il gip puntualizza che anche il solo metadone potrebbe essere la sostanza che ha ucciso nel sonno Flavio e Gianluca. L’effetto letale, si legge nell’ordinanza, “è conseguenza dell’alta concentrazione della sostanza”. Il metadone “può avere infatti una potenzialità letale se assunto da soggetti privi di tolleranza agli oppioidi”.
“Quindi in soggetti non tossicodipendenti – continuano le considerazioni del giudice – l’efficacia della sostanza è tale che anche una minima quantità può determinare il decesso”. È il caso di Flavio e Gianluca “ragazzi di appena 15 e 16 anni e non tossicodipendenti, per cui anche l’assunzione di una bassa concentrazione di metadone diventava potenzialmente letale”.

Spaccia ai minori per comprare la coca
È cruciale il ritratto del presunto spacciatore, a carico del quale il gip riconosce “gravi indizi di colpevolezza”, che viene descritto come un soggetto la cui “pericolosità sociale” ne impone la custodia in carcere come unica soluzione. Romboli, secondo il gip, ha dimostrato una “particolare leggerezza nella cessione di sostanze a soggetti minorenni” e se in libertà potrebbe continuare a spacciare metadone ai ragazzini per procurarsi la cocaina. Anche la profonda frustrazione per la morte di Flavio e Gianluca non costituirebbe un deterrente.

“La forte dipendenza da cocaina – scrive infatti il gip – impedisce all’indagato una efficace autoregolamentazione nella gestione del rilevante quantitativo” del metadone a sua disposizione. L’indagato, che pur sapendo della minore età dei ragazzi, “vedendoli robusti di corporatura”, aveva sottovalutato gli effetti del dosaggio di metadone. Il 41enne ternano, ritenuto non “in grado di contenere i propri impulsi criminali”, ai carabinieri dirà: “Non ho perfetta cognizione dello spazio e del tempo, la cocaina mi prende la testa”.

Fonte: Repubblica

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