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Un quindicenne in Mongolia è morto di peste bubbonica dopo aver mangiato carne di marmotta. Viveva nella provincia sud-occidentale di Gobi-Altai. Aveva cacciato la marmotta con un cane per poi cibarsene. Stando a quanto riportato dall’agenzia cinese Xinhua, che cita il Centro Nazionale delle Malattie Zoonotiche (Nczd), l’adolescente, di cui non è stata resa nota l’identità, avrebbe manifestato febbre alta dopo aver mangiato la carne insieme a due amici. È deceduto tre giorni dopo.

Il ministero della Salute ha fatto sapere di aver “messo in quarantena le prime 15 persone entrate in contatto con il deceduto che ora sono state sottoposte a un trattamento di antibiotici”. Cinque distretti della stessa provincia, ha dichiarato il portavoce del dicastero, Narangerel Dorj, sono stati posti in quarantena per sei giorni.

Già all’inizio del mese erano stati registrati altri due casi di peste nella provincia di Khovd dove oltre 140 persone sono state sottoposte al test. A maggio una coppia è morta nella provincia di Bayan-Ulgii dopo aver mangiato il rene del roditore.

Le autorità hanno chiesto alla popolazione di evitare di cacciare, toccare o mangiare roditori, in particolare le marmotte, possibili riserve del batterio Yersinia pestis e di tenersi alla larga da qualunque roditore morto. Il livello di allerta sanitaria è salito a tre su un massimo di quattro e rimarrà elevato fino a fine anno.

mongolia caccia e poi mangia una marmotta adolescente muore di peste bubbonica 1 - Mongolia, caccia e poi mangia una marmotta: adolescente muore di peste bubbonica

La marmotta tarbagan è una specie di roditore nella famiglia degli Sciuridi. Si trova in Cina, Mongolia settentrionale ed occidentale e Russia

Il direttore del primo dipartimento asiatico del ministero degli Esteri russo, Georgji Zinoviev, ha dichiarato che Mosca non vede alcuna seria minaccia dalla possibile diffusione della peste nera dalla Mongolia e dalla Cina, poiché il movimento di persone attraverso il confine è quasi completamente azzerato.

La peste bubbonica è causata dall’introduzione nell’organismo del batterio Yersinia pestis attraverso la puntura di una pulce a sua volta infettata da un roditore. L’ospite più comune dell’infezione è di solito il ratto, ma nella Mongolia interna è più spesso la marmotta, diffusa nelle aree rurali. Nonostante le campagne governative per scoraggiare la popolazione dal mangiare marmotte, le cui interiora sono però ritenute salutari, almeno una persona l’anno in Mongolia muore di peste. Alcuni focolai minori rimangono oggi in alcune parti del mondo, come Congo e Madagascar.

La Morte Nera ha ucciso milioni di persone nel Medioevo ma i casi sono ora molto rari. Se trascurata, la malattia è fatale nel 30-60% dei casi ma individuata per tempo è trattabile con antibiotici. La forma più virulenta è la peste polmonare, che può essere trasmessa tra gli esseri umani attraverso la tosse. Quella della Mongolia però non è una nuova minaccia pandemica. Come ricorda il New York Times, gli Stati Uniti registrano in media 7 casi di peste bubbonica all’anno, più spesso nelle aree rurali degli Stati occidentali.

Fonte: Repubblica

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