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In rosso fino a Pasqua. E’ una certezza, dopo il monitoraggio di oggi della Cabina di regia, per otto Regioni e una Provincia autonoma. Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche, Lombardia, Campania, Trento, Puglia e Veneto resteranno nella zona con più restrizioni almeno fino alla settimana tra il 29 marzo e il 4 aprile compresa. Sono infatti Regioni entrate in rosso la settimana scorsa che anche nella attuale mantengono uno scenario compatibile con quel colore, visto che hanno un’incidenza settimanale superiore ai 250 casi per 100mila abitanti. La regola dice che come minimo bisogna restare in rosso per due settimane prima di passare all’arancione grazie a dati compatibili con questa zona. Quindi per le otto Regioni e la Provincia il conteggio dei 14 giorni inizierà il 22 marzo.

Gli esperti della Cabina di regia hanno rilevato un Rt nazionale rimasto identico alla scorsa settimana, cioè a 1,16 (ricompreso tra 1,02 e 1,26). Le Regioni restano praticamente tutte nello stesso scenario. Dovrebbe uscire dalla zona bianca la Sardegna (che finirà in arancione visto che il giallo fino a Pasqua non esiste più) e il Molise, che è stato in zona rossa due settimane. Tutte le altre restano nella stessa situazione. L’incidenza media, cioè i casi settimanali per 100mila abitanti, è a 264, ovvero sopra al limite di sicurezza di 250. Del resto, come spiegato otto Regioni e una Provincia hanno numeri superiori a quel livello.

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Spera invece di arrivare alla Pasqua in zona arancione il Lazio. La Regione è diventata rossa la scorsa settimana per un Rt alto, superiore a 1,25. Quel valore è sceso sotto la soglia (è intorno a 1,06) e quindi potenzialmente lo scenario è arancione ma per la regola delle due settimane anche lunedì il Lazio sarà rosso. I 14 giorni in quel colore potrebbero finire lunedì 29. C’è però l’incognita dell’incidenza, che tra la scorsa settimana e questa è salita. Se crescerà ancora potrebbe deludere le aspettative dei laziali. Un’altra Regione è diventata rossa l’8 marzo come visto passa invece in arancione da lunedì, cioè il Molise.

083929005 3d9a563b 4aa1 4505 8df2 6c43571894b6 - Monitoraggio delle Regioni, l'Rt resta a 1,16. Cambi di colore, solo Molise e Sardegna passeranno in arancione

Per quanto riguarda le Regioni che l’altra settimana erano arancioni, nessuna di queste passerà in zona rossa per l’incidenza, visto che sono tutte sotto i 250. La Toscana sfiora quella soglia, con 246, ma ha un Rt più basso di 1,25, quindi non si sposterà a meno che non decida di chiederlo alla Cabina di regia. Anche la Liguria ha un numero di contagi per 100mila abitanti che la tiene tranquilla e un Rt intorno a 1. Quindi andrà avanti in arancione. Nessun problema per Sicilia, Val d’Aosta, Provincia di Bolzano, Umbria (che ha avuto per lungo tempo la provincia di Perugia in rosso), Abruzzo, Basilicata e Calabria. La Sardegna, come spiegato, non ha invece più numeri da zona bianca.

Non è dunque una settimana di grandi cambiamenti ma di assestamenti, con la certezza che buona parte del Paese (36 milioni di persone) resterà in rosso fino alle feste, quando, come noto, quello scenario sarà esteso a tutto Italia per i giorni 3, 4 e 5 aprile.

Agenas, superata la soglia del 40% dei ricoveri in ospedale

I ricoveri ordinari per Covid in Italia schizzano oltre la soglia di rischio, fissata al 40% di occupazione dei posti letto. Secondo l’ultima rilevazione dell’Agenas, aggiornata a ieri sera, con il +1% di ieri il tasso di occupazione in Italia è salito al 41%. Già da una settimana anche le terapie intensive sono oltre la soglia (fissata in questo caso al 30%), arrivando ieri al 37%.
Sono 9 le Regioni in cui i ricoveri ordinari sono oltre il 40% del totale: Marche (64%), Piemonte (56%), Emilia Romagna (55%), Lombardia (51%), Umbria (47%), Abruzzo (45%), Friuli Venezia Giulia e Puglia (43%) e Molise (41%).

Fonte: Repubblica

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