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TERNI – Morire per uno sballo pagato 15 euro. Per una bottiglia di metadone diluito in acqua, messo in una bottiglietta di plastica e spacciato per codeina. Secondo le prime indagini non era la prima volta che Gianluca e Flavio avevano acquistato il mix dal tossicodipendente adesso sottoposto a fermo nel carcere di Terni.

Quella sulla morte dei due ragazzi è un’inchiesta in cui il mondo degli adolescenti è la chiave essenziale per interpretare l’accaduto. Hanno guidato gli investigatori tra le persone e le ricette che affollano il girone infernale delle nuove sostanze stupefacenti, con una dimestichezza che il procuratore della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, non stenta a definire sorprendente e preoccupante.

Nel giorno dopo la tragedia che ha portato alla morte di Gianluca e Flavio ad appena 15 e 16 anni, via via che il quadro si fa più nitido, ad emergere in primo piano sono gli adolescenti che hanno fatto da interpreti per gli investigatori nella grammatica contemporanea delle sostanze “droganti”, tra ricette per lo sballo fatte di sciroppo e metadone e le rime di qualche canzone trap.

Il quadro lo fa il procuratore capo, affiancato dal pubblico ministero Raffaele Pesiri, e i carabinieri del tenente colonnello Stefano Verlengia, che “nel giro di pochissime ore avevano già imboccato la strada giusta”, col fermo di un 41enne tossicodipendente.

Un uomo pescato nella cerchia di chi ha scelto come ‘sede di lavoro’ i luoghi di ritrovo dei ragazzi, per poterli avvicinare e proporgli per pochi euro una dose di metadone, magari per poi acquistare cocaina.

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In una conferenza accorata, dove a più riprese a parlare è stato “il cittadino e il padre, non il pubblico ministero”, il magistrato ha ammesso “una responsabilità collettiva per quello che è accaduto. Forse non siamo stati del tutto capaci di fare il nostro dovere”. I giovani “hanno dato una grande mano – ha aggiunto – indirizzandoci e restringendo campo di azione. Ci hanno condotto verso il sospettato”. “Più di dieci ragazzi” hanno collaborato alla prima fase dell’investigazione. Adolescenti che sanno come la “codeina dà un colore violaceo, mentre il metadone è biancastro. È preoccupante che conoscano queste nozioni”, ha commentato il capo della Procuratore di Terni, parlando di ragazzi di 15-16 anni che discettano su termini degli addetti ai lavori”, al pari di “qualche cantautore che discetta sugli effetti della codeina” e che qualcuno dei giovani avrebbe citato nei colloqui con gli investigatori.

Alcuni di questi ragazzi che tornano a tarda sera (“qualche domanda bisognerà pur farsela”, chiosa il titolare della Procura) hanno visto Gianluca e Flavio iniziare a dare segni di malessere in serata, in occasione della partitella di pallone “alla tedesca”, nella quale i due adolescenti non hanno voluto scendere in campo.

Uno dei due, il più piccolo secondo quanto è stato possibile ricostruire, si sente male davanti agli amici, vomita sostanze biancastre, ma l’allarme dei coetanei non scatta. Il resto è cronaca, con le urla mattutine delle rispettive madri in un estremo, vano tentativo di risvegliare i figli.

Saranno gli esami tossicologici e l’autopsia, che verrà disposta dopodomani a Perugia, a dare un nome alle molecole killer assunte dai ragazzi. Se sia stato un derivato della codeina, il sedativo della famiglia della morfina, presente come principio attivo in alcuni sciroppi per la tosse, che mischiata con un bibita gassata dà il purple drank, celebrato sulla scena della musica trap e citato da alcuni ragazzi ascoltati.

Oppure il metadone, più compatibile con altri riscontri. O ancora un mix di codeina e metadone. Oltre ad una bottiglietta col un liquido “marrone-giallastro”, che sarebbe stata sequestrata al presunto pusher, il lavoro degli investigatori sta ricostruendo a ritroso i passaggi di mano della sostanza.

Ieri i carabinieri sono usciti dalla casa dell’indagato con tre flaconi di metadone – due vuoti e uno a metà – con l’etichetta del Serd, il servizio dipendenze della della Usl Umbria 2 di Terni, dove a quanto pare l’uomo era in cura. Da verificare quindi se il 41enne abbia ceduto a Gianluca e Flavio proprio quel metadone che gli veniva affidato settimanalmente dal servizio pubblico.

Tra i medicinali sequestrati ci sono anche un flacone vuoto di Xanax, due vuoti di Lormetazepam, compresse di Edronax, bicarbonato di sodio e acqua per preparazioni iniettabili. “Ha ammesso di aver ceduto il metadone ai due ragazzi. Oggi quando l’ho incontrato era talmente sconvolto che non è stato semplice comprendersi fino in fondo”, commenta Massimo Carignani, l’avvocato del presunto pusher e presidente onorario del Coni umbro.

“È da un paio di anni che gli adolescenti che abbiamo in cura parlano di queste nuove sostanze. Di questa moda di mischiare una bevanda gasata ad una sostanza, che può essere la codeina”, spiega Marco Cuccuini, responsabile del Serd di Terni. “Questi giovani – continua il medico – sono informati su come miscelare le sostanze, ma non ne conoscono la pericolosità. Un soggetto che non ha sviluppato tolleranza agli oppiacei, come il metadone o la codeina, soprattutto un minorenne, può morire, di notte, per insufficienza respiratoria”.

Il responsabile del Serd cerca poi di fare chiarezza sull’affido delle dosi di metadone alle persone in cura. Elemento che il procuratore capo di Terni ha citato come uno degli elementi che saranno oggetto di accertamento. “Sono programmi personalizzati, secondo il protocollo nazionale, a seconda dell’affidabilità del soggetto, che in ogni modo sono soggetti capaci di intendere e volere. In tanti anni l’affido non aveva mai dato problemi e in ogni caso siamo chiusi il sabato e la domenica, quindi per forza di cose un affido per due giorni dobbiamo farlo inevitabilmente a tutti, tutte le settimane”.

Intanto il sindaco di Terni Leonardo Latini ha proclamato il lutto cittadino per i giorno (non ancora fissato) dei funerali. Sarà osservato un minuto di raccoglimento negli uffici comunali e il sindaco ha invitato a estenderlo a tutte le attività cittadine: “Il lutto, oltre ad esprimere la vicinanza della comunità locale alle famiglie colpite da una tragedia così grande – ha sottolineato Latini – spero serva a tutti a comprendere la gravità di queste morti assurde, a capire che ognuno di noi condivide una parte di responsabilità non solo per la tragedia accaduta, ma soprattutto rispetto a quel che si può fare per cambiare la situazione che ha contribuito a causarla”.

Fonte: Repubblica

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