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l grande problema sono le Rsa, le residenze per anziani. È qui che si concentra il maggior numero di operatori sanitari non coperti dal vaccino. Che siano apertamente no-vax, semplicemente scettici o che il problema stia nella capacità del sistema sanitario regionale di vaccinarli, il risultato non cambia: il 40% di loro non hanno avuto la somministrazione. Si tratta di circa 100 mila persone, anche se il dato è solo una stima, visto che i numeri di alcune Regioni non sono completi.

C’è poi un altro fattore di cui tenere conto. Molti di questi lavoratori hanno avuto il Covid e quindi potrebbero aver spostato nelle prossime settimane la vaccinazione. È lo stesso problema che riguarda il personale sanitario, quello che lavora negli ospedali a contatto con malati.

Soprattutto per loro, ma anche per i colleghi delle Rsa, è pensata la legge che impone la vaccinazione e sulla quale sta lavorando il governo. L’idea che anche un solo paziente, magari colpito da una malattia grave, possa essere infettato in ospedale è considerata insopportabile. E purtroppo la cronaca di questi giorni racconta che casi di questo tipo stanno avvenendo.

È molto più difficile calcolare il numero di operatori degli ospedali che non si sono vaccinati. Riguardo ai medici ospedalieri i sindacati ipotizzano circa il 2% di mancate adesioni alla campagna. Cioè tra 1.150 e 2.300 camici bianchi su 114.000. Gli infermieri danno dati ancora più bassi, nell’ordine di qualche centinaia di non vaccinati. Sono poco credibili visto che nella sanità pubblica italiana di questi professionisti ce ne sono 255 mila.

Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale delle Regioni sta preparando per il ministro alla Salute Roberto Speranza una ricognizione. Oltre ai dati delle Rsa ha provato a raccogliere quelli degli ospedali, utilizzando come fonte anche i numeri dei dipendenti comunicati dalle Regioni. Ebbene, la copertura rilevata è più o meno del 96,5%. Ci sono cioè circa 35 mila persone che non hanno fatto nemmeno la prima dose. Il dato comprende tutti coloro che lavorano in sanità, anche i dipendenti delle cliniche convenzionate e private.

Anche la presidenza del Consiglio ha pubblicato i dati di copertura del sistema sanitario sempre basandosi su quanto comunicato dalle Regioni e ottenendo numeri assoluti ancora più alti, quasi doppi, evidentemente perché vengono ricomprese altre categorie di lavoratori, come gli amministrativi. In questo caso la copertura rilevata con la prima dose è 86,2%.

Ieri, giornata record per la campagna in cui si sono toccate le 363.984 vaccinazioni, gli uffici legislativi dei ministeri della Giustizia, della Salute, del Lavoro e della presidenza del Consiglio si sono confrontati sulla nuova norma. L’idea è quella di introdurre l’obbligo ma anche di prevedere una parte dove si prevede lo scudo penale per i medici e gli infermieri che fanno i vaccini. È una cosa che gli operatori chiedono da alcuni giorni. Si tratta di inserire un’esclusione di punibilità nel caso di effetti collaterali pesanti del farmaco. La protezione non varrebbe solo in caso di colpa grave.

Riguardo all’obbligo, intanto la legge dovrebbe prendere in considerazione solo il personale che è a diretto contatto con i pazienti. Quindi non tutti i lavoratori sui quali si basano i calcoli sulla copertura. Del resto l’intento è di proteggere le persone fragili che si rivolgono al sistema sanitario pubblico o privato. E negli ospedali e nelle Asl ci sono molti medici e infermieri che non vedono i pazienti. A chi non si vuole vaccinare potrebbe essere chiesto di cambiare funzione, uno spostamento che richiede anche, nella stesura della legge, la presenza dei tecnici del ministero del Lavoro.

Come ha ricordato anche il premier ieri, la ministra della Giustizia Marta Cartabia quando era giudice alla Corte Costituzionale, nel 2018, si era occupata proprio dell’obbligo vaccinale, previsto dall’allora ministra Beatrice Lorenzin per i medicinali destinati ai bambini. Lo giudicò legittimo, facendo prevalere il diritto di garantire la salute pubblica sul principio di libertà di cura .

Fonte: Repubblica

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