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Il primo a raccontarlo su Facebook in un post, questa mattina è stato il consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo, di Pisa:  “Ieri durante il consiglio comunale di San Giuliano Terme, paese in provincia di Pisa,  la leghista Cristina Taccini è intervenuta dicendo che ‘i bambini rom sono un po’ come animaletti che alzano la gamba e fanno la pipì sotto un albero, strisciano per terra e si tirano la roba da mangiare’.”. Il post è stato molto condiviso e così in tanti sono andati a cercare il video della seduta del consiglio comunale di San Giuliano Terme in cui Cristina Taccini che è anche vicepresidente dell’assemblea pronuncia davvero quella frase nel collegamento su Zoom. Sta parlando di una lettera degli abitanti del paese che si lamentano per un insediamento rom e ad un certo punto dice appunto che i bambini rom “sono un po’ animaletti che alzano la gamba e fanno pipì sotto l’albero, che strisciano per terra e si tirano le robe da mangiare”. Il primo richiamo alla consigliera viene dalla giunta di San Giuliano.
nel pisano consigliera leghista i bimbi rom sono un po animaletti e polemica poi le scuse - Nel Pisano, consigliera leghista: "I bimbi rom sono un po' animaletti..." E' polemica. Poi le scuse

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Poi ci pensa Mazzeo: “Sono frasi ignobili e vergognose specie se a pronunciarle è la vice presidente del Consiglio comunale. Non possiamo permettere che la Toscana finisca nelle mani di questi razzisti, motivo in più per impegnarci con tutte le nostre forze in campagna elettorale per evitare che questo accada” scrive riferendosi alle prossime elezioni regionali.

Ieri durante il consiglio comunale di San Giuliano Terme, la leghista Taccini è intervenuta dicendo che “i bambini rom…

Pubblicato da Antonio Mazzeo su Venerdì 31 luglio 2020

Più tardi interviene anche Rosa Maria Di Giorgi della commissione cultura, parlamentare Pd: “Definire i bambini rom ‘degli animaletti’, paragonandoli ai cani, è un fatto di una gravità inaudita. Una frase del genere sarebbe inaccettabile chiunque la pronunciasse ed in qualsiasi contesto lo facesse, ma se, come in questo caso, tali infami parole vengono proferite all’interno di un’ istituzione della Repubblica italiana, il fatto assume un significato ancora più grave. Per questo chiediamo che la vicepresidente del consiglio comunale di San Giuliano, protagonista di questo gesto barbaro, dia immediatamente le dimissioni: si tratta con tutta evidenza di una persona che non è degna di ricoprire il ruolo che le è stato affidato”. A sera arrivano le scuse della consigliera leghista per “L’infelice frase pronunciata poiché su un tema così delicato avrei voluto e dovuto esprimermi meglio. Non intendevo assolutamente dire, poiché è lontanissimo dai miei pensieri, che i bambini rom sono animaletti e mi spiace che dalle mie parole sia uscito questo messaggio” scrive in una nota. “Quel che intendevo dire – prosegue Taccini – è che i bambini di etnia rom che vivono a Ghezzano”, una frazione di San Giuliano, “vengono fatti vivere nella sporcizia e costretti ad usare un giardinetto pubblico come latrina sotto gli occhi di tutti. Da qui l’accostamento sbagliato. Ho auspicato che gli assistenti sociali si dedichino con immediata attenzione a restituire a questi bimbi la dignità che meritano. Perché questi bambini sono le prime vittime di condotte di vita scellerate e non rispettose delle regole”.

Ceccardi (Lega): “Frasi sbagliate”

A sera vista la quantità di interventi anche sui social che le frasi della consigliere pisana ha sollevato, si vede costretta a intervenire anche la candidata del centrodestra per le prossime regionali, Susanna Ceccardi: “Accostare i bambini a degli animaletti è profondamente sbagliato” è la presa di distanza. “Conosco la consigliera Taccini – ha proseguito Ceccardi – e so che il concetto che ha espresso malamente è lontano dalle sue idee, ma ciò non mi esime dal prendere le distanze dalle sue parole. Bene ha fatto a scusarsi e ad argomentare il suo pensiero, ma tengo a ribadire che nella mia idea di Toscana, regione civile e attenta ai più deboli, non c’è spazio né per dichiarazioni di questo genere né, e lo dico con altrettanta forza e convinzione, per contesti nei quali i bambini vengono costretti a vivere in condizioni igieniche precarie e a cui viene negato il diritto a un’istruzione e a un’infanzia felice”.

Fonte: Repubblica

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