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SAN ANTONIO – Carrol Anderson ha trascorso buona parte della sua vita nel Texas sudorientale, dove i disastri naturali più temuti si alzano dal Golfo del Messico durante la stagione degli uragani. La settimana scorsa, però, il 75enne Anderson, che respirava con l’aiuto di una bombola d’ossigeno, ha capito che stava per incombere su di lui un tipo completamente diverso di bufera. Per farsi trovare pronto, ha ordinato una scorta di ossigeno che secondo la sua figliastra non è mai arrivata.

Texas, si tuffa nella piscina di acqua gelata per salvare il suo cane

756830 thumb rep 10000000 816278869241982 7806722 - Nel Texas stravolto da gelo e blackout: “Qui si muore in casa”

Nel suo furgoncino, parcheggiato fuori dalla sua casa di mattoni a un piano a Crosby, in Texas, a poca distanza a nordest di Houston, c’era in ogni caso una bombola in più. E così martedì, quando il veterano dell’esercito Anderson è stato trovato morto dentro al furgoncino, la sua figliastra ha immaginato che fosse uscito per prenderla. La bombola principale di casa funzionava a elettricità, ma la notte prima – quando su buona parte del Texas è calato un gelo mortale – c’è stata un’interruzione della corrente.

Sebbene il bilancio delle vittime potrà rivelarsi molto più pesante, Anderson è una delle 58 persone che hanno già perso la vita nelle aree colpite dal maltempo e che si estendono fino all’Ohio. Morte per intossicazione da monossido di carbonio, incidenti d’auto, annegamenti, incendi domestici e ipotermia.

Il giudice della contea di Galveston, Mark Henry, ha detto che se avesse saputo che le interruzioni dell’energia elettrica avrebbero precipitato l’intera contea nell’oscurità per più giorni di fila, avrebbe fatto evacuare alcuni dei residenti più a rischio prima dell’arrivo dei venti artici. Ha detto che l’Electric Reliability Council of Texas (Ercot), che gestisce la rete elettrica dello Stato, aveva messo in guardia soltanto da eventuali e ripetute interruzioni di corrente.

Purtroppo, la maggior parte degli abitanti della contea è rimasta senza energia elettrica per almeno 48 ore. “Saremmo stati lieti di emanare un’ordinanza per evacuare la popolazione, se domenica ci avessero detto che la corrente non ci sarebbe stata per quattro giorni di fila”, ha detto facendo notare che la contea è più abituata alle evacuazioni in caso di uragani.

Una portavoce dell’Ercot venerdì ha detto che l’impennata nella richiesta di elettricità ha messo sotto sforzo l’intera rete elettrica, innescando una crisi così seria che “i servizi locali non sono stati in grado di porre rimedio all’interruzione dell’energia elettrica”.

Nel momento di massima crisi, quasi quattro milioni di texani sono rimasti senza elettricità questa settimana mentre le temperature precipitavano verso lo zero e poi sotto di parecchi gradi.

Circa 165mila texani sono rimasti senza elettricità venerdì, milioni di altri erano privi di acqua corrente o costretti a bollire l’acqua del rubinetto per poterla bere.

A saltare all’occhio in modo evidente, tuttavia, sono state le dimensioni di una crisi sanitaria pubblica esacerbata dalla povertà, dalla disperazione e, in qualche caso, dalla mancanza di comprensione delle più elementari norme di sicurezza in caso di basse temperature.

Tra lunedì e mercoledì, gli ospedali e le strutture sanitarie del Texas hanno effettuato più di 700 visite per intossicazione da monossido di carbonio. A Austin si sono verificate decine di incidenti e intossicazioni perché gli abitanti avevano acceso fuochi e bruciato carbone in casa. Il maltempo, oltretutto, ha seriamente aggravato la risposta alla pandemia da coronavirus. Venerdì la Casa Bianca ha fatto sapere che sei milioni di dosi di vaccino erano ferme in attesa di miglioramento delle condizioni atmosferiche e che si è creato un arretrato in tutto il Paese.

In Texas gli ospedali hanno trascorso la settimana a porre rimedio alla rottura delle condutture, alle interruzioni dell’elettricità e alla grave penuria di acqua, che hanno reso difficile prendersi cura dei pazienti. A Abilene, le autorità hanno detto che un uomo è morto presso l’Hendrick Medical Center per non essersi presentato all’appuntamento per la sua dialisi regolare.

Per essere curati a dovere, i pazienti dializzati hanno bisogno di ingenti quantità di acqua filtrata, oltre che di energia elettrica e calore, mentre all’ospedale l’acqua non c’era. A Houston, un’immigrata etiope è morta nella sua automobile accesa con il motore al minimo, parcheggiata in garage: si era seduta all’interno per ricaricare il cellulare.

La donna, Etenesh Mersha, stava chiacchierando con un’amica quando ha iniziato a sentirsi debole. “Ha provato a bere un po’ d’acqua – ha detto Negash Desta, una parente di Mersha – ma dopo aver detto all’amica di non riuscire più a parlare, non ha risposto più”.

Desta ha aggiunto che l’amica ha cercato di contattare subito la polizia di Houston, ma non aveva l’indirizzo preciso dell’amica. Quando sono arrivati sul posto, gli agenti hanno trovato un’intera famiglia intossicata. “Madre e figlia avevano perso la vita da poco, mentre il padre e il figlio erano ancora vivi. Erano tutti privi di sensi e l’automobile era ancora accesa”.

La figlia, Rakeb Shalemu, aveva sette anni. Il marito di Mersha e il bimbo di otto anni sono stati ricoverati in ospedale. “Il Texas non sa come affrontare le temperature sotto lo zero – racconta la figliastra di un’altra vittima morta nel giardino di casa – non è qualcosa che capita spesso da queste parti”.

Traduzione di Anna Bissanti
© 2021 The New York Times

Fonte: Repubblica

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