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Roma. Figure di basso profilo e, almeno per il momento, nessun contatto strutturato con esponenti di frange estremiste. Ma con le armi non si scherza. Se il volto del movimento No Vax è quello degli otto indagati dalla Procura di Milano il timore reale che la loro attività – come scrivono i magistrati – sia in grado di «mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale» è assai contenuto. Al Viminale non si respira aria di grande preoccupazione in vista dell’annunciato weekend di manifestazioni a Roma contro il Green Pass che avrebbero dovuto essere teatro delle azioni violente de “I guerrieri”. Così come accaduto alla vigilia dell’1 settembre quando si temeva l’assalto alle stazioni ( poi rivelatosi un grande flop) del popolo No Vax, le forze dell’ordine sono già pronte al ferreo controllo del territorio.

E però, quando si parla di armi ( e le armi le hanno trovate) le cose cambiano. E la parola d’ordine diventa prevenzione perchè in una massa di gente variegata che si muove dietro le sigle più diverse, accesa e istigata dai leoni da tastiera sui social e sulle chat ma senza soggetti che la governano e che conoscono le regole di ingaggio, qualcuno si può anche fare male. Soprattutto se – come accade a Roma – frange di estremistri di destra ( Forza Nuova) ne approfittano per riacquisire legittimità e assumono il comando della piazza. Questa la valutazione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo che ieri si è riunito al Viminale. «La nostra stella polare è la prevenzione, il nostro compito anticipare la soglia di intervento dove possono esserci situazioni di rischio. Ed è quello che abbiamo fatto intervenendo chirurgicamente quando abbiamo colto una minaccia effettiva da parte di un gruppo che sembrava avere un discreto indice di pericolosità – dice Diego Parente, direttore centrale della Polizia di prevenzione – La fotografia che emerge dall’attività approfondita sul web della Polizia postale e dalla nostra osservazione sul territorio è quella di un movimento in cui potrebbero annidarsi soggetti pericolosi in grado di innescare dinamiche che possono generare rischi per la sicurezza».

La valutazione del movimento di protesta è comune: cani sciolti non in grado di provocare un turbamento alla sicurezza nazionale. La questione, però, non è quello che sono. Ma quello che potrebbero diventare. Da un lato esiste il timore che possano fondersi con movimenti politici che hanno l’obiettivo di destabilizzare. Ci sono i movimenti anarchici ma soprattutto esponenti dell’estrema destra, che hanno intenzione di sfruttare il movimento no Vax per portare la gente in piazza. E’ uno spartito giò visto: lo hanno fatto con gli ultras. E’ accaduto lo scorso anno con chi protestava per le chiusure. Sta succedendo ora con i vaccini. Il ruolo del leader di Forza Nuova di Roma, Giuliano Castellino ( la cui casa è stata perquisita dalla Digos), è molto esemplificativo: allo stadio con il Green Pass. In piazza contro il Green Pass. Il secondo punto di fragilità riguarda i “lupi solitari”. Esiste un rischio che qualcuno decida di passare autonomamente dalle parole ai fatti. Il richiamo all’uso delle armi, le molotov, l’indirizzo di casa dei politici, l’appuntamento di Speranza, sono campanelli che sono suonati nella testa degli investigatori. Ecco perché si è deciso di procedere subito con le perquisizioni ed è possibile che accade ancora nei prossimi giorni. «Nessuna sottovalutazione».

Un ultimo elemento. A Roma soprattutto, ma anche in altre procure di Italia, da qualche giorno stanno arrivando denunce fotocopia contro Draghi per la decisione di imporre il Green Pass. Sono denunce identiche, figlie di un prestampato. Come era successo con Conte quando decise le restrizioni. Tutto fu archiviato. Ma le denunce sono uguali. Dunque c’è qualcuno che muove i fili. Non c’è da essere preoccupati. Ma molto attenti.

La procura nazionale antiterrorismo segue con attenzione quanto sta accadendo in queste ore. «Mi fanno spesso una domanda: perché in Italia non c’è mai stato un attentato in questi anni? La mia risposta è sempre la stessa. Perché le nostre forze di Polizia sono le migliori in tema di prevenzione – ragiona il procuratore nazione, Federico Cafiero de Raho – Questo è un momento delicato per il nostro Paese. E, per questo, la parola prevenzione è quella cruciale anche per capire cosa sta accadendo in queste ore: dobbiamo muoverci in anticipo per fare capire a queste persone che lo Stato non scherza. E che non tollererà alcuna violazione della legge, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA Fonte: Repubblica

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