Condividi:
232529330 99eb6e08 7bc6 4d0b a1ac f1856fb10e66 - Norvegia, exit poll: l'opposizione di sinistra verso la vittoria dopo otto anni di governo conservatore

BERLINO – Svolta a sinistra dopo otto anni di conservatori al potere in Norvegia, ma non è ancora chiaro se i laburisti vittoriosi governeranno in coalizione solo con altri partiti di centrosinistra contrari all’addio immediato al petrolio, come socialisti di sinistra o Centro (Agrari), oppure se per avere la governabilità dovranno aprire le porte della coalizione anche ai Verdi (Mpg) e ai comunisti (Rodt) i quali chiedono l’addio immediato al greggio e la svolta green radicale nel Paese europeo primo produttore di petrolio. Costi quel che costi, anche in termini di entrate e posti di lavoro da riconvertire. Ecco quanto ci dicono i primi exit poll sulle elezioni politiche svoltesi nella prospera monarchia scandinava con 3,9 milioni di elettori su 5,5% circa milioni di abitanti, e un 42 per cento di voti espressi per posta.

Secondo i primi dati i laburisti o socialdemocratici del 61enne milionario Hans Gahr Stoere, amico strettissimo dell’ex premier laburista Jens Stoltenberg oggi segretario generale “colomba” della Nato, sono ciaramente vincitori rispetto alla Hoeyre (destra, conservatori per bene) che ha guidato il Paese per otto anni sotto la salda mano di “Iron Erna”, la premier uscente Erna Solberg. Quest’ultima era decisa a un addio lento e dolce alle crescenti concessioni perforazioni e sfruttamento degli enormi giacimenti nel mare del Nord, senza riguardo per i danni a clima ambiente e specie a rischio. Stoere, riservato taciturno e pragmatico al contrario di Stoltenberg che unì il Paese dieci anni fa di fronte alle stragi del suprematista bianco Anders Breivik in centro e nell’isola di Utoya, vuole al massimo un addio dolce, non si è mai detto pronto ad accettare come partner di coalizione verdi e comunisti che chiedono lo stop immediato allo sfruttamento del greggio. La questione è cruciale per tutto il mondo, in queste prime elezioni in una democrazia con la scelta tra prosperità petrolifera e ambiente come tema principale.

Secondo i primi dati, diffusi dalla tv pubblica Nrk e da canali privati, l’insieme dei partiti di centro sinistra e di sinistra otterrebbe comunque almeno 102 dei 169 seggi dello Storting, il Parlamento unicamerale. I solo laburisti avrebbero sempre secondo le prime proiezioni 88 seggi, quindi potrebbero farcela a mettere insieme una maggioranza assoluta insieme a socialisti di sinistra e Centro (Agrari) senza chiedere voti a verdi e comunisti, ma tutto resta ancora da vedere nell’attesa spasmodica di dati più precisi e poi di dati definitivi. Bisognerà vedere se quei 102 voti basteranno, o se Stoere dovrà affrontare complicatissimi, duri negoziati con verdi e comunisti rappresentanrti dell´ambientalismo radicale. Al momento non è ancora chiaro.

Stoere ha detto fino all’ultimo che ritiene una strategia sbagliata, per il futuro economico e l’eguaglianza sociale, colpire duro adesso l’industria petrolifera, che conta per il 14 per cento del prodotto interno lordo e fornisce 160mila posti di lavoro. Meglio usarla ancora con un addio dolce, egli dice come i soccialisti di sinistra e il centro, per finanziare il generoso welfare e il fondo sovrano più ricco del mondo. Di parere opposto, con una divergenza quindi difficilmente conciliabile con compromessi per la governabilità, sono verdi e comunisti. Dicono che l’addio immediato al petrolio costerà molto ma è un obbligo di fronte alla catastrofe climatica. Posizioni lontane da quelle di Stoere, il cui patrimonio ammonta ad almeno 14 miliardi di euro. Lui come i socialisti di sinistra, pure, dicono che la priorità è ridurre le disuguaglianze sociali prodottesi negli otto anni di governo conservatore con un decollo del numero di milionari a svantaggio di ceto medio e lavoratori. Un altro dramma che si staglia sullo sfondo del voto è l´ambasciata norvegese a Kabul, occupata dai talebani contro ogni norma del diritto internazionale. Gli studenti coranici la libereranno solo dopo aver distrutto tutte le bottiglie di vino e i libri per bambini giudicati da loro non conformi al Corano. Ma il sì o no al petrolio resta la questione chiave, questione aperta. 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy