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“La casa dei nonni paterni è stata invasa dai carabinieri. Erano a ogni uscita, a ogni porta. I miei figli si sono abbracciati, erano spaventati e in lacrime, e a Laura (nome di fantasia della figlia di 14 anni) una di queste persone ha detto: ‘O mi dai tua sorella con le buone o me la dai con le cattive’. La piccola Maria (nome di fantasia) di 6 anni è stata portava via così, mentre piangeva”.

o mi dai tua sorella con le buone o la prendo con le cattive cosi sono stati portati via i fratellini di cuneo - "O mi dai tua sorella con le buone o la prendo con le cattive": così sono stati portati via i fratellini di Cuneo

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E’ il racconto che la stessa Laura ha fatto a sua mamma Alma quando ha avuto la possibilità di sentirla al telefono, solo qualche giorno fa, e che la madre di Cuneo  dei quattro fratellini tolti dal tribunale a lei, e separati tra loro, ha riferito all’agenzia Dire. I fratelli hanno dato vita a uno “sciopero della fame a staffetta” per tornare insieme, e con la mamma.

“Mentre ripercorreva gli eventi di quel giorno – ha detto ancora Alma- Laura piangeva”. Ora la ragazzina si trova in una casa famiglia, separata dai suoi fratelli, e alla mamma ha descritto quei momenti, riportando anche le parole della nonna paterna, la quale, mentre i bambini venivano portati via, le sottolineava che “tutto sta accadendo perchè avete continuato a dire quelle cose su vostro padre”. I quattro fratellini di Cuneo avevano infatti accusato il papà di molestie sessuali, “ma sotto perizia è finita la madre”, ha sottolineato il suo legale, Domenico Morace, poiché considerata “alienante”.

I quattro fratellini sono stati trasferiti prima a casa dei nonni paterni, poi in una casa famiglia, e, sottolinea l’avvocato della madre, non sono stati mai sentiti da un giudice. Il legale, in conferenza stampa nei giorni scorsi alla Camera dei deputati, ha parlato di “condizionamento degli uffici giudiziari” e ha chiesto spiegazioni sul “peso di un sacerdote, zio del sospetto pedofilo”.

“Ai miei figli hanno tolto i telefoni, e quando hanno chiesto di riaverli è stato detto loro che non si sa quando sarà possibile – ha continuato la mamma, sempre riportando i racconti avuti da sua figlia. “Gli assistenti sociali hanno detto ai miei figli che non potevano chiamare l’avvocato, e tantomeno me. Sono stati trattati peggio dei detenuti. E’ stata la responsabile della comunità di Laura a permetterle di sentirmi. Quanta malvagità contro dei bambini”. E pensando alla più piccola, Alma spera “che possa dimenticare”. E intanto attende di poterla sentire al telefono: “Ha solo sei anni, ha bisogno di me e dei suoi fratelli”.

Fonte: Repubblica

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