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NEW YORK – La mobilitazione di studenti, celebrità, e persino qualche esponente politico del mondo conservatore e repubblicano, è riuscita a salvare la vita di Julius Jones. Poche ore prima della sua esecuzione, prevista alle 4 del pomeriggio di giovedì in Oklahoma, il governatore Kevin Stitt ha commutato la sua sentenza, dalla pena di morte all’ergastolo. Un raro caso di clemenza, soprattutto negli Stati meridionali degli Usa, che però dimostra come la popolarità delle esecuzioni sia ormai in declino nel Paese.

Jones, un nero di 41 anni, era stato condannato per l’omicidio avvenuto nel 1999 di Paul Howell, un bianco ucciso ad Edmond mentre si trovava nella sua auto davanti alla casa dei genitori. Julius, che allora aveva 19 anni e giocava a basket nelle squadre locali, aveva sempre sostenuto la sua innocenza: “Non ho avuto nulla a che vedere con questo delitto, in qualsiasi forma. La prima volta che ho visto Howell è stata in televisione, quando avevano riportato la sua morte”.

Come spesso accade nei processi dove gli afroamericani poveri sono imputati, il suo avvocato aveva fatto un pessimo lavoro. Ad esempio aveva evitato di interrogare i famigliari di Jones, che avevano dichiarato di essere stati a cena con lui all’ora del delitto.

I procuratori invece si erano basati troppo sulla testimonianza non proprio affidabile di un coimputato. Anche il Pardon and Parole Board aveva convenuto sui dubbi riguardo alla colpevolezza di Julius e due volte aveva raccomandato di commutare la sua sentenza.

Celebrità come Kim Kardashian si erano mobilitate in suo favore, e il mese scorso Matt Schlapp e Timothy Head, leader dell’American Conservative Union e della Faith & Freedom Coalition, avevano scritto a Stitt per sollecitare la commutazione della pena: “Il dubbio sulla sua responsabilità non è insignificante”.

Mercoledì, infine, oltre 1.800 studenti di 13 scuole pubbliche di Oklahoma City hanno partecipato a una manifestazione per chiedere l’intervento del governatore.

In più anche il metodo era in discussione, perché quando il mese scorso un altro condannato dello Stato, John Grant, era stato giustiziato con l’iniezione letale, aveva vomitato e mostrato chiari segni di sofferenza. Stitt li ha ascoltati, e poche ore prima dell’esecuzione ha fermato il boia.

La popolarità della pena di morte è in calo da diversi anni in America, e nel 2020 ci sarebbe stato il record al ribasso delle esecuzioni, se Trump non avesse ripreso quelle federali allo scopo di guadagnare qualche voto come presidente della legge e dell’ordine. Non ha funzionato per la sua rielezione, e ora l’opposizione alla pena di morte sta riprendendo forza.

Fonte: Repubblica

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