Condividi:

ISLAMABAD – La famiglia di Isra viveva a Crevalcore, vicino Bologna. Una volta tornati in Pakistan, il papà ha deciso che la figlia di 16 anni doveva sposarsi. Lo doveva fare con un suo cugino: 10 anni. Isra Khan non si è limitata a dire no. Ha chiamato l’ambasciata italiana e ha chiesto aiuto e protezione. E l’ha ricevuta. Ne racconta la storia la testata pakistana in lingua inglese Dawn.

La sua è una delle tante storie del suo Paese dove la voce delle donne conta poco. Linciate, stuprate e sposate in età infantile. Isra è dovuta scappare dalle minacce di morte della famiglia. Viveva nel villaggio di Kunjah nel Punjab. La nostra sede diplomaticaha contattato il ministero degli Esteri e il governatore locale, fornendo tutti i dettagli dell’insano matrimonio.

La sedicenne ha implorato la polizia di farla rientrare in Italia perché rischia di morire. Il magistrato che sovrintende al caso l’ha subito trasferita in un alloggio governativo di sicurezza, dove si trova tutt’ora.

È di due anni fa la tragedia di Sana Cheema. Italiana, 26 anni e di origine pakistana. Sana è morta vicino alla zona di Mungowal, nei distretti di Kunjah, la stessa area di Isra. Il suo corpo è stato riesumato per ordine del tribunale. Suo padre, suo zio e uno dei fratelli, responsabili della sua morte, sono stati arrestati e poi assolti da un tribunale nel 2019. Anche lei, come Isra, ha detto no a un matrimonio combinato.

In Pakistan dal 1929 il Child marriage restraint act (legge sulla restrizione del matrimonio infantile) fissa l’età minima per sposarsi a 18 anni per i ragazzi, 16 anni per le ragazze. Le norme tuttavia si scontrano con le consuetudini sociali e tribali e, nella pratica, il fenomeno dei matrimoni precoci è largamente diffuso in tutto il Paese.

In base ai dati dell’Unicef, il 3% delle bambine pakistane si sposano prima dei 15 anni, il 21% prima dei 18. La provincia del Sindh è quella con il numero più elevato di nozze infantili: la percentuale si attesta intorno al 72% per le ragazze, 25%. I matrimoni di minori sono vietati in quasi tutto il mondo e sono considerati una violazione dei diritti umani. Ma ogni giorno se ne verificano 33mila. Si calcola che oggi siano 650 milioni le donne e le ragazze sposate da bambine ed entro il 2030 a questa cifra se ne aggiungeranno altri 150 milioni. A dirlo è ‘Contro la mia volontà. Affrontare le pratiche dannose per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere’, il rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2020, presentato qualche giorno fa da Unfpa,  il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy