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154655302 4fcd4140 ac9d 4580 b1c3 3036a32c312b - Parma, fiera della meccanica smontata a tre giorni dal via: "Trattati come una sagra di paese"

“Senaf è lieta di accoglierla in massima sicurezza a Mecspe, la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera e le tecnologie per l’innovazione, confermata dal 29 al 31 ottobre 2020 a Fiere di Parma, a seguito dell’ultimo Dpcm che consente lo svolgimento di manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale”.

L’invito pochi giorni fa è da stralciare a seguito del successivo Dpcm che ha fatto saltare la 19esima edizione in programma alle Fiere di Parma dal 29 ottobre al 31 ottobre nei 60mila metri quadrati dell’expo di Baganzola con sei padiglioni, 12 saloni tematici e 77 tra iniziative speciali e appuntamenti tecnici.  

Doveva essere un segnale di ripartenza al fianco degli oltre 1.350 espositori e un obiettivo portato avanti con tenacia e determinazione, con il sostegno delle associazioni, per accogliere il pubblico nel pieno rispetto delle norme governative anti pandemiche.

Il provvedimento governativo del 25 ottobre ha invece sospeso tutte le manifestazioni fieristiche e dunque anche Mecpse, punto di riferimento di industria 4.0 e del settore della meccanica specializzata in piena fase di allestimento.

Un dietrofront che ha obbligato gli addetti ai lavori a smontare gli stand e a disinstallare i macchinari che componevano le aree dimostrative e che erano già in piena fase di posizionamento, seguendo tutti i protocolli sanitari per accogliere il pubblico in sicurezza e garantire il pieno rispetto delle norme governative anti pandemiche.

E adesso è l’ora del conto dei danni provocati dal repentino cambio di direzione. “É un duro colpo, sia per la Fiera sia per le aziende del settore che apprezzano da 19 edizioni Mecspe trovandovi nuove tecnologie, soluzioni per tutte le filiere produttive e formazione continua, nonché un momento unico per fare scambi commerciali e ordinativi” commenta in una nota Ivo Nardella, presidente di Senaf, Gruppo Tecniche Nuove.

“Il nuovo Dpcm ha contraddetto il precedente senza tenere conto dei tempi di pianificazione di una manifestazione professionale come Mecspe che è, e rimane, per il settore della meccanica specializzata una tre giorni di lavoro imprescindibile per pianificare la ripresa”.

Il settore della meccanica incide per l’8,1% sul valore aggiunto dell’intera economia, per il 6,1% sull’occupazione e se pensiamo che solo in Emili.-Romagna, regione in cui si tiene la manifestazione, la filiera della meccanica costituisce il 56,5% delle esportazioni. In questo contesto, aggiunge Nardella, “si capiscono meglio i confini dei danni che per il settore comporta questa decisione”.

Peraltro, conclude, “ci risulta non siano stati previsti momenti di confronto né con Confindustria né tantomeno con Aefi. Una fiera che ha un impatto professionale su quasi 90 mila lavoratori tra imprenditori, operai specializzati, tecnici, ingegneri e che traina un settore strategico per la ripresa del paese, non può e non deve essere messa alla stessa stregua di una sagra di paese, senza nulla togliere a queste manifestazioni. Ci auguriamo di essere convocati dal ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri per valutare l’entità dei danni e vogliamo ringraziare tutte le imprese, le associazioni settoriali e territoriali che hanno deciso di essere parte di Mecspe, scusandoci enormemente per i disagi che comporta la decisione annunciata domenica dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte”.

Alle Fiere questa mattina hanno protestato gli allestitori. Alessandro Fogolin spiega che da alcuni mesi è sorto un gruppo spontaneo che si chiama Allestitori si nasce. “Ha raggiunto velocemente un alto numero di aderenti, oggi siamo circa 400 tra allestitori e indotto. Parliamo di chi porta a braccetto il cliente che vuole montare uno stand in fiera dalla progettazione allo smontaggio. Nel corso della crisi causata dal coronavirus sono stati ricordati gli enti fieristici e gli organizzatori ma ci si è dimenticati delle 450 aziende che in tutta Italia allestiscono. Parliamo di un indotto di 210 mila persone nei momenti clou delle fiere. Siamo artigiani, trasportatori, addetti alla logistica, al turismo. Dopo sette mesi di fermo totale, il nostro lavoro era scomparso. Proprio adesso iniziavamo a vedere una piccola ripresa. Ora è tutto nuovamente fermo con clienti che hanno investito molti soldi. Chiediamo un aiuto, abbiamo anche noi famiglie da mantenere”.

Lo stop a Mecpse rappresenta una brutta notizia anche per i conti della società Fiere di Parma che era riuscita a organizzare, dopo lo stop all’edizione 2020 di Cibus, il Salone del Camper e Cibus Forum a settembre e Mercanteinfiera a inizio ottobre. Ora tutti gli occhi sono puntati alla primavera 2021 quando il calendario prevede il ritorno di Cibus, una delle principali fiere in Europa dedicate all’alimentare. (francesco nani) Fonte: Repubblica

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