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PARIGI – “Trattato fra la Repubblica francese e la Repubblica italiana per una cooperazione bilaterale rafforzata”. Sono 13 pagine su cui Mario Draghi e Emmanuel Macron dovrebbero presto apporre la firma per costruire una “relazione speciale” proiettata sul futuro. Dalla sicurezza alla cultura, dai trasporti all’ecologia, Francia e Italia lavoreranno dentro a una cornice solenne e istituzionale, sul modello del trattato franco-tedesco dell’Eliseo che firmarono De Gaulle e Adenauer quasi sessant’anni fa, poi aggiornato nel 2019 ad Aquisgrana.

La bozza del Trattato del Quirinale è già pronta, approvata da parte francese, al vaglio dell’Italia per le ultime correzioni. I due leader ne hanno parlato nell’incontro a Marsiglia, promettendosi di firmare entro fine anno. L’idea era nata nel 2017 al vertice di Lione tra Macron e Paolo Gentiloni, accompagnati dagli allora sottosegretari agli affari Ue Sandro Gozi e Nathalie Loiseau. In mezzo è successo di tutto, tra le provocazioni anti-francesi di leghisti e 5Stelle. Quattro anni dopo, l’accordo ha ritrovato slancio con Draghi a Chigi.

Nel preambolo viene affermato “l’impegno costante e senza equivoci in favore dell’unità europea” così come l’obiettivo comune di “un’Europa sovrana per rispondere alle sfide mondiali”, ma anche “l’appartenenza alla Nato”. Una parte molto attuale nello scenario post-Afghanistan riguarda la cooperazione sulla sicurezza, con la creazione di un Consiglio italo-francese di Difesa con i rispettivi ministri che si riuniranno periodicamente per far convergere le visioni strategiche e “intensificare il dialogo congiunto al livello tecnico e operativo”.

“Queste consultazioni – è scritto – si concentreranno sulla lotta contro il terrorismo, la sicurezza marittima, il controllo delle armi, la cooperazione sulle capacità, le sfide energetiche, le minacce ibride e la disinformazione”. Incontri regolari ci saranno anche tra i titolari degli altri dicasteri con formati ad hoc. Sull’Africa si parla di “rafforzare le iniziative congiunte di sviluppo, stabilizzazione e sicurezza con priorità per Africa mediterranea, Sahel e Corno d’Africa”.

Nella road map allegata ci sono progetti concreti, ad esempio lo scambio regolare di diplomatici e ufficiali di sicurezza, e una nuova unità operativa composta da gendarmi e carabinieri. Con all’orizzonte la transizione politica in Germania, i due governi pongono obiettivi europei ambiziosi: “Completare il più rapidamente possibile il Patto sull’immigrazione e l’asilo”, “Promuovere una rifondazione dello spazio Schengen”.

E ancora, sulla revisione del Patto di Stabilità, appoggiare “il raggiungimento di un adeguato mix di politiche per l’eurozona, e sostenere la creazione di nuove risorse proprie”. Francia e Italia si impegnano a coordinare gli investimenti in settori strategici come il cloud, la produzione di batterie e semi-conduttori, lo sviluppo dell’idrogeno. Al livello di governance viene citata la necessità di estendere l’uso della maggioranza qualificata nel Consiglio Ue, abolendo l’unanimità.

Una parte è dedicata agli scambi culturali, con incentivi all’insegnamento delle rispettive lingue, un servizio civile unificato per i giovani, ma anche proposte originali come un “Grand Tour” degli artisti o il lancio di una piattaforma per la diffusione di film coprodotti. Non mancano le infrastrutture – vengono menzionati l’alta velocità ferroviaria fra Torino e Lione ma anche la linea Cuneo-Ventimiglia – e l’impegno comune per scambiare buone pratiche nella sfida della transizione ecologica e nella protezione di ecosistemi a rischio come le Alpi e il Mediterraneo.

  Fonte: Repubblica

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