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BERLINO – Domenica prossima si vota in Polonia per il secondo turno delle elezioni presidenziali e i toni scelti dalla maggioranza sovranista al potere si fanno sempre piú duri. A costo di cercare anche scontri con i maggiori Paesi alleati e amici. Il primo bersaglio, il nemico immaginario, è spesso la Germania, motore d’Europa guidata dalla cancelliera federale Angela Merkel. Il potere polacco ha appena usato toni di una durezza senza precedenti verso l’ambasciatore della prima potenza economica europea e primo partner commerciale della Polonia stessa.

L’ambasciatore tedesco a Varsavia ha dovuto sopportare la scortesia di una dura ingiunzione a vietare a ogni media polacco di proprietà tedesca di pubblicare qualsiasi articolo o commento critico verso il giovane presidente nazionalconservatore in carica, Andrzej Duda. Cosa che il capo della rappresentanza diplomatica federale a Varsavia e il governo tedesco che rappresenta ovviamente non possono né accettare né tradurre in pratica, visto che in Germania i media sono liberi.

Gli articoli critici contro Duda che hanno irritato la maggioranza sono usciti sul foglio popolare polacco Fakt, di proprietà del gruppo editoriale tedesco Axel Springer. Il presidente Duda in persona ha rincarato la dose pronunciando in pubblico, secondo citazioni e resoconti di stampa, frasi antitedesche: “Votate per me domenica prossima perché solo con me presidente sarete sicuri di avere come capo dello Stato qualcuno che non permetterà mai alla Germania di scegliere chi siede alla presidenza polacca”. Parole che sembrano paragonare in modo macabro e insieme osceno la democrazia tedesca di oggi con la Germania di Hitler o con la cosiddetta Repubblica democratica tedesca, la quale spinse Jaruzelski e la sua giunta a stroncare Solidarnosc con un colpo di Stato il 13 dicembre 1981 minacciando in caso contrario un intervento russo e del suo esercito, la temuta Nationale Voklksarmee, in Polonia.

Negli ultimi sondaggi Duda appare in vantraggio, ma lieve, sul suo sfidante, il liberalconservatore ed europeista Rafal Trzaskoswki. Dopo la “lobby lgbtq”, i sovranisti polacchi, pur di restare a ogni costo al potere, hanno trovato ancora un altro spauracchio: la pacifica, democratica Germania. Nel frattempo, come riferiscono media online polacchi, Duda è stato accusato di aver fatto concedere clemenza a pedofili colpevoli. Ad affermarlo il quotidiano Rzeczpospolita e la tv TVN24
 

Fonte: Repubblica

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