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BERLINO – Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, con una pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale polacca, ha condannato con fermezza le proteste delle donne che da giorni contestano la nuova legge sull’aborto, che introduce ulteriori limiti a una delle normative già più restrittive in Europa. “Atti di aggressione, barbarie e vandalismo sono assolutamente inaccettabili”, ha detto Morawiecki, avvertendo che ogni protesta violenta potrebbe portare a una “escalation”.

Polonia, proteste anche nelle chiese contro la nuova stretta contro il diritto all’aborto

737363 thumb rep 2020 10 25t174502z 1 lwd0018m4dn - Polonia, il premier condanna la "barbarie" delle manifestazioni contro la legge sull'aborto

Il premier ha anche chiesto al ministero della Difesa (esercito o polizia militare, non è ancora chiaro) di aiutare le forze dell´ordine a tenere sotto controllo le manifestazioni.  La richiesta del premier è arrivata alla vigilia dello sciopero generale nazionale convocato per domani, mercoledí, in appoggio al movimento delle donne. Il quale contesta in piazza, nelle chiese, con blocchi stradali, online la decisione presa la settimana scorsa dalla Corte costituzionale, di dichiarare anticostituzionale anche l´interruzione di gravidanza in caso di malformazioni gravi o mortali del nascituro.
“Le minacce del governo di usare l´esercito non ci fanno paura”, hanno subito risposto le portavoci del movimento femminile. “Non temiamo le forze armate, se serve ordine e controllo del lockdown ci penseremo noi”, ha dichiarato Marta Lempart. Lempart ha dunque confermato lo sciopero di tutte le donne polacche domani e la manifestazione nazionale di venerdí. “Vogliamo una Polonia libera, dove valgano i diritti umani, il diritto all´aborto, il diritto al matrimonio per ogni coppia, dobbiamo mandare via questo governo”, ha aggiunto.

Nelle manifestazioni del weekend e nel blocco stradale organizzato a livello nazionale ieri il movimento delle donne ha raccolto appoggio e simpatia da gruppi sociali da cui non se lo aspettava, compresi agricoltori e minatori. In Polonia l´esercito fu usato per l´ordine pubblico (in modo duramente repressivo, con molte vittime) l´ultima volta sotto il regime comunista e col colpo di Stato del generale comunista Wojciech Jaruzelski, che poi negoziò con Solidarnosc la transizione non violenta alla democrazia. Da allora le forze armate hanno solo il compito della difesa nazionale e l´ordine pubblico è competenza di polizia, gendarmeria, corpo anticorruzione e intelligence interno.

Fonte: Repubblica

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