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Pompei continua a stupire. E a riservare sorprese, ancora oggi, a 273 anni dalla scoperta, quando uno pensa di sapere tutto della città sepolta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo. E invece la tomba monumentale con resti umani e suppellettili scavata presso la necropoli di Porta Sarno, a est dell’antico centro urbano di Pompei, ci dice che non è così.

Una tomba particolarissima con una camera per l’inumazione in un periodo in cui nella città i corpi venivano sempre incenerati. Con il corpo del defunto parzialmente mummificato. Il ministro Franceschini applaude: “Pompei non finisce di stupire, è orgoglio Italia”.

Sulla lastra marmorea posta sul frontone della tomba l’iscrizione commemorativa del proprietario Marcus Venerius Secundio richiama, straordinariamente, per la prima volta lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca, mai prima attestati in maniera diretta.

Nei due edifici utilizzati dagli antichi pompeiani per gli spettacoli, il theatrum (il Teatro Grande) e il theatrum tectum, che noi chiamiamo Odeion perché era più piccolo e coperto, sappiamo si rappresentavano fondamentalmente da un lato commedie e tragedie, dall’altro mimi, musica e poesia.

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(ansa)

I testi erano quelli della commedia classica e della tragedia greca. Si tratta dell’ultima scoperta di Pompei, avvenuta nel corso di una campagna di scavo promossa nell’area della necropoli di Porta Sarno, dal Parco Archeologico di Pompei con Gabriel Zuchtriegel e dall’Università Europea di Valencia con Llorenç Alapont dell’Università di Valencia. Il ministro Franceschini applaude: “Pompei non finisce di stupire, è orgoglio Italia” .

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(ansa)

La tomba aveva una camera per l’inumazione in un periodo in cui nella città i corpi venivano sempre incenerati. Con il corpo del defunto parzialmente mummificato. E un’iscrizione dalla quale arriva la conferma che nei teatri della colonia romana si recitava anche in lingua greca.

Fonte: Repubblica

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