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portato in infermeria il pakistano malato e rinchiuso per sbaglio con migranti in quarantena - Portato in infermeria il pakistano malato e rinchiuso per sbaglio con migranti in quarantena

“Adesso va meglio, sto meglio”. La linea va e viene, l’audio è disturbato, il messaggio che arriva dal Cara di Crotone però è chiaro. C’è uno spiraglio di luce nella kafkiana disavventura di Abbas Mian Nadeem, il ragazzo pakistano, regolarmente residente ad Amantea e gravemente malato, finito per motivi ancora da chiarire al Cara. Dal capannone in cui è costretto a vivere da cinque giorni insieme ad 11 migranti in quarantena perché potenzialmente a rischio Covid19 dopo aver viaggiato con 20 positivi, è stato trasferito nell’infermeria del centro, dove dovrà probabilmente fermarsi per circa due settimane.

“Su indicazione del personale medico per adesso abbiamo adottato questa soluzione – fanno sapere dalla prefettura di Crotone – per il futuro, attendiamo indicazioni dal ministero. Ma al termine della quarantena è assai probabile che venga inviato nuovamente ad Amantea”. Dove Abbas vive da anni, ospite di una struttura di accoglienza e con permesso di soggiorno “casi speciali”. E da dove è stato improvvisamente portato via senza alcun preavviso.

Quando le proteste hanno reso necessario il trasferimento di un gruppo di migranti sopravvissuti ad uno sbarco ed inizialmente ospitati ad Amantea, Abbas, che con quei naufraghi giura di non aver mai avuto alcun contatto prima di essere aggregato al gruppo, è stato costretto a seguirli. Un rischio enorme per lui, sieropositivo e affetto da epatite B e C, dunque potenzialmente a rischio vita in caso di contagio. Ma nessuno – ha raccontato a Repubblica – ha inteso ascoltare le sue ragioni. E si è ritrovato al Cara, senza sapere il perché, senza nulla con sé. Neanche i farmaci antiretrovirali con cui è in terapia continuativa. Un incubo che adesso sembra avviarsi alla conclusione.

In mattinata è stato trasferito in una stanza sanificata e isolata. Dopo essere stato in contatto con un gruppo di potenziali positivi, adesso anche lui dovrà fare una quarantena, ma quanto meno non sarà costretto a vivere in condizioni di promiscuità che possono essergli fatali. In infermeria verrà monitorato dal personale medico e potrà anche riprendere la terapia interrotta la settimana scorsa, quando senza preavviso alcuno è stato costretto a salire sul pullman che lo ha portato al Cara.

Nel frattempo, ad Amantea pesanti insulti e minacce sarebbero arrivate all’associazione che ha sollevato il caso. A denunciarlo il presidente Giulio Vita, che su facebook scrive “Ieri sono stato vittima di un attacco vigliacco e ridicolo: una telefonata anonima piena di minacce ed insulti. Le mie colpe: lottare per la libertà di Abbas, metterci la faccia, e smuovere le coscienze per far rispettare i diritti di un concittadino. Questa mattina ho fatto denuncia presso i Carabinieri di Amantea e spero si trovi il responsabile”.
 

Fonte: Repubblica

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