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121439187 2827ee2e 31f6 40b4 844f 4f536913dfbc - Potenza, riapre la chiesa del caso Claps. Il fratello: "Offesa la memoria di Elisa"

La chiesa della Santissima Trinità sarà riaperta al culto. A darne notizia è il vescovo di Potenza, Salvatore Ligorio. Da alcuni giorni sono ripresi i lavori di restauro e consolidamento strutturale che si concluderanno, da previsioni, nella primavera del 2022. La spesa è di 2,4 milioni di euro, fondi in parte regionali e in parte della Conferenza Episcopale Italiana.

“La posizione della famiglia Claps rimane la stessa di sempre; non è ammissibile, con un colpo di spugna, cancellare 17 anni di omissioni e di menzogne offendendo la memoria di Elisa e la sensibilità di quanti non vorrebbero mai che in quella Chiesa si tornassero a celebrare funzioni religiose”: è la risposta, contenuta in una nota diffusa da Gildo Claps, fratello di Elisa, dopo l’annuncio fatto dall’arcivescovo di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio, sui lavori nella chiesa della Santissima Trinità e sulla sua futura riapertura al culto.

Gildo Claps ha criticato, definendola “di pessimo gusto”, la scelta, nella nota firmata dall’arcivescovo di Potenza, di fare riferimento ai contatti con la madre, Filomena Iemma. “Su quanto accaduto dopo il 12 settembre del 1993 – ha concluso Claps – e all’alba del ritrovamento il 17 marzo 2010 non si è mai raggiunta una verità giudiziaria né tantomeno una verità storica e su questo punto la Curia potentina, prima di parlare di riapertura al culto ha l’obbligo morale di fare chiarezza”.

La chiesa

Nel centro di Potenza, la chiesa è un simbolo della città per motivi diversi. Monumento dal valore storico-artistico e luogo di culto, da undici anni è anche il luogo in cui venne ritrovato il corpo di Elisa Claps, la sedicenne scomparsa il 12 settembre del 1993 e del cui omicidio fu successivamente accusato Danilo Restivo, condannato definitivamente a 30 anni di carcere nel 2014. Una delle storie più dolorose del capoluogo lucano, una ferita profonda ancora non rimarginata.

Il corpo di Elisa venne ritrovato il 17 marzo 2010 da due addette alle pulizie nel sottotetto della chiesa durante dei lavori di ristrutturazione. Le donne vennero accusate di false dichiarazioni e nel 2015 condannate a otto mesi di reclusione. La pena venne poi sospesa e in appello, nel 2018, il reato andò in prescrizione. Ma i dubbi sul ritrovamento del corpo della ragazza persistono.

Ogni anno, in occasione dell’anniversario del giorno della sua scomparsa, Libera Basilicata lancia un appello affinché vengano svelati “i volti e i nomi dei protagonisti di quel giorno che ha cambiato la storia di Potenza”, ha detto don Marcello Cozzi in uno dei suoi ultimi interventi.

La riapertura al culto divide la città, fra favorevoli e contrari. Ligorio, nel sottolineare che la ripresa dei lavori nella chiesa della Santissima Trinità “è frutto del parere concorde dei vescovi lucani, che hanno sostenuto con convinzione la scelta di dare la precedenza a questo intervento”, precisa anche di aver parlato del progetto con i familiari di Elisa: “Non mi sfugge la circostanza che questa nota viene inviata agli organi di informazione alla vigilia dell’undicesimo anniversario, il 17 marzo 2010, del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps, che era scomparsa il 12 settembre 1993 – scrive il  vescovo -. Si tratta di una coincidenza non voluta ma che tuttavia assume un certo significato, in particolare di speranza per la chiesa diocesana, per la città e per la mamma della cara Elisa con la quale ho avuto contatti assicurandole la mia vicinanza nella preghiera e informandola dell’evoluzione del progetto”. Per la sconsacrazione della chiesa l’associazione e centro antiviolenza Telefono Donna anni fa ha avviato anche una petizione che ha raccolto un migliaio di firme.

Fonte: Repubblica

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