Condividi:
183909102 448434f5 3dc6 471d 8551 e8b652593c4e - "Questa non è la tomba di Dracula". E il parroco caccia i fan del vampiro

LONDRA – Alla fine padre Michael Gobbett ha sbottato. “Santa Hilda di Whitby è ben più importante di Dracula, che, voglio ricordare, non è mai esistito e tantomeno è sepolto qui!”. Gobbett è il religioso della chiesa di St Mary’s sulla meravigliosa rocca di Whitby, una delle cittadine sul mare più graziose in Inghilterra, nel nord del Paese e dello Yorkshire. Il monastero del VII secolo in questione ha anche un imponente cimitero intorno: centinaia di tombe con sullo sfondo le onde e il rumore del mare di questa località che negli anni ha vantato più volte, tra le altre cose, il più buon Fish&chips del Regno Unito. 

Ma ora padre Michael è stufo dell’afflusso di turisti ma soprattutto dei seguaci di letteratura e culture dark e gotiche, fan del creatore di Dracula, lo scrittore inglese Bram Stoker, che almeno due volte all’anno arrivano qui per celebrare il loro amato vampiro protagonista del leggendario romanzo del 1897 e di tanti film a tema. Secondo loro, sotto una delle tombe ci sarebbero davvero le spoglie di Dracula. “Dobbiamo far capire a questi seguaci che si tratta solo di una storia di fantasia”, ha continuato citato dal Daily Mail, “questo luogo e il suo cimitero sono in onore di Santa Hilda”. Insomma, qualunque fan di Dracula verrà trattato, almeno idealmente, da persona non grata nel cimitero a cielo aperto che circonda St Mary’s. 

Ma gli sforzi di padre Michael saranno molto probabilmente un buco nell’acqua. Perché Whitby, oltre che per il suo fascino, è famosa proprio per il suo profondo legame con Stoker e Dracula, che, per ragioni soprattutto turistiche, viene spesso enfatizzato dai locali e dalla stessa associazione English Heritage che cura una buona parte del patrimonio storico e artistico del Regno Unito: ci sono negozi a tema, targhe e i riferimenti al capolavoro del 1897 sono frequenti. Nel libro di Stoker, dalla Transilvania Dracula approda proprio sulle spiagge di Whitby nelle sembianze di un cane. Perché l’ispirazione di Dracula a Stoker venne nel 1890 proprio a Whitby.

Stoker era il manager dell’attore Henry Irving e dopo un tour scozzese i due, insieme alla compagnia, si fermarono a Whitby. Stoker soggiorna per la precisione al numero 6 della Royal Crescent. L’8 agosto poi entra nella biblioteca della cittadina e scopre un libro del 1820 riguardo a un resoconto di un console britannico a Bucarest William Wilkinson. Il quale, di stanza nell’attuale Romania, cita un principe del XV secolo, Vlad Tepes, che impalava i suoi nemici e che era conosciuto col nome di Dracula, ossia “il figlio del Drago”. Non solo: Stoker viene poi ispirato anche dalla stessa chiesa di St Mary’s ma soprattutto dalla vicina e straordinaria Whitby Abbey, ossia le spaventose rovine di un monastero del VII secolo, cristiano e poi benedettino, prima razziato dai Dani e poi, secoli dopo, dalla furia di Enrico VIII. 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy