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Preparano l’ultimo saluto ai loro ragazzi, in programma domani, alle 15.30, al duomo di Terni, le famiglie di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, 16 e 15 anni, uccisi da un mix con metadone. Il sindaco Leonardo Latini ha proclamato il lutto cittadino. “Erano due ragazzi, che non avevano un euro in tasca, quando mio fratello doveva prendere un panino e una bibita con gli amici ero io a dargli 5 euro. Non erano certo abituati ad acquistare droga. Quello che voglio sapere è perché tutto questo sia accaduto”. Chiede verità il fratello maggiore di Flavio, Enrico, studente di Ingegneria, che dice a Repubblica: “In questa vicenda mancano ancora molti elementi. Chi era presente quella sera deve raccontare tutto quello che sa”.

“È ora di cambiare – dirà domani Don Alessandro Rossini, parroco del Duomo di Terni celebrando i funerali – non si è fatto abbastanza; bisogna lottare insieme, contro le dipendenze, la droga. È ora di abbandonare ogni ipocrisia, di dire la verità e soprattutto di combattere la corruzione. Insieme ce la possiamo fare”. Don Alessandro guarda in faccia alla realtà. I ragazzi uccisi per il mix di metadone erano di Terni ma potevano essere ovunque: “Questa è un’emergenza sanitaria perché questi ragazzi sono stati avvelenati.Troppi bambini, giovani – dice senza girarci intorno il parroco – vengono quotidianamente avvelenati. Spesso sono troppo giovani per capire quello che fanno quindi vanno aiutati per difenderli dal crimine che lucra su questo”. Nella sua omelia, don Alessandro chiamerà in causa tutti: “Una società civile protegge i bambini, gli indifesi: è chiamata a questo e, se non lo fa, non può ritenersi una società civile”.

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Nei giorni scorsi il procuratore di Terni ha fatto un mea culpa su quanto accaduto a Flavio e Gianluca di rara onestà intellettuale: “È vero – dice don Alessandro – : dobbiamo cambiare tutti perché non abbiamo fatto abbastanza”. Il pensiero va anche a chi ha causato la morte ai due giovanissimi ragazzi. Il perdono cristiano c’è anche per loro? “Il perdono cristiano esiste ma insieme al perdono – dice il parroco del Duomo di Terni – Gesù, quando parla ai peccatori, dice ‘convertiti, fai penitenza e non farlo più’. Io prego per loro, per la loro conversione. Anche il più colpevole è vittima del sistema ma è anche vero che possiamo risalire, il sistema va cambiato quando è sbagliato.

“Dopo 50 anni di droga, di morti, di violenze, di abusi ora bisogna cambiare. Quando si tocca il fondo – e si è toccato non solo a Terni – bisogna cambiare. Dobbiamo prendere atto che questo stile culturale va cambiato, rinnovato”. Domani don Alessandro dovrà anche dare consolazione a due famiglie, a una è particolarmente legato perché hanno seguito la formazione con il catechismo. “Posso dire – osserva – che ce la hanno messa tutta, ma le famiglie di oggi non sono più quelle di un tempo, non ce la fanno più da sole”. Da qui il monito alle istituzioni che risuonerà anche domani dal pulpito: “Anche solo accusare o scaricare le responsabilità sulla famiglia è uno scempio, dobbiamo difendere la famiglia, i più piccoli, gli innocenti. È inderogabile”.
 

Sabato sera le salme sono arrivate nella cappella dell’ospedale della città di San Valentino, ma senza che ancora si potesse rendere omaggio alle salme dei due giovani, dopo le autopsie eseguite in mattinata a Perugia. Oggi, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha fatto visita alle famiglie dei due ragazzi alla camera ardente.
Le autopsie sono state eseguite da Massimo Lancia, medico legale incaricato dalla Procura e Laura Paglicci Reattelli, consulente della difesa di Aldo Maria Romboli, l’indagato per morte come conseguenza di un altro reato, rappresentato dall’avvocato Massimo Carignani. Non sono state riscontrati elementi in contrasto con la tesi della morte per sostanze stupefacenti, è la formula trapelata dopo l’esecuzione degli esami autoptici. Una doppia negazione che riflette l’ampio il margine di incertezza sulla sostanza causa del decesso, dovrà essere colmato dal responso degli esami tossicologici. Dal laboratorio si attende il nome della sostanza (o delle sostanze) che hanno portato all’insufficienza cardio-respiratoria e quindi ucciso nel sonno Flavio e Gianluca.
Secondo una prima analisi, i ragazzi sarebbero morti in una forbice di tempo stimabile tra l’una e le quattro del mattino. Quindi poche ore dopo che i ragazzi erano andarti a dormire, e molte ore prima che i genitori facessero la terribile scoperta nella prima mattinata.

Fonte: Repubblica

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