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Sono 11 i migranti risultati positivi al coronavirus dopo il test del tampone da parte del personale sanitario dell’Asp di Ragusa al loro arrivo a Pozzallo. Ne dà notizia la Regione siciliana. Si tratta del gruppo di 64 asiatici approdato ieri nella cittadina ragusana.

“Gli immigrati risultati positivi, tutti asintomatici, sono stati già isolati presso una struttura individuata dalla prefettura di Ragusa”, spiega la Regione precisando che “i medici e i sanitari dell’Asp hanno dapprima eseguito i test sierologici sull’intero gruppo individuando 19 soggetti positivi, sui quali si è poi proceduto con il tampone che ha confermato la positività per 11 di loro”.

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Sul caso interviene il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. “I positivi sono di nazionalità pakistana. Ovviamente la Regione dopo avere effettuato su tutti i migranti il test sierologico, ha testato con il tampone i casi di positività rilevata dalla presenza di anticorpi. Continua – dice il presidente della Regione – ad emergere un quadro sconfortante nel quale si erge il silenzio del ministero dell’Interno. Ciò mi impone di adottare in giornata una ordinanza. Inutile dire che se a largo di Pozzallo fosse stata individuata una nave per la quarantena – come invano richiediamo da settimane – queste persone non sarebbero mai sbarcate fino alla conclamata negatività. Stanno giocando con il fuoco!”. 

“Sono abbastanza preoccupato. Quello che io chiederò con molta fermezza al ministro e alla burocrazia del Viminale è che si possa ufficializzare un percorso clinico, una procedura nuova, che tenga conto di questa nuova immigrazione asiatica, che forse è quella più pericolosa”. Così il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna questa mattina a “Radio1 Giorno per giorno”, anticipando le istanze e che avrebbe presentato questa mattina nell’incontro al Viminale, a proposito dei migranti sbarcati nella cittadina ragusana, 11 dei quali positivi al Coronavirus.

“È più pericolosa, non per l’ordine pubblico, ma dal punto di vista sanitario. Ecco, quello che chiederò oggi al Ministro è che questa procedura clinica, questo percorso clinico che prevede tamponi già sulle navi, possa essere ufficializzata non nel giro di qualche settimana ma nel giro di qualche giorno”. E a proposito della possibile soluzione di una nave per la quarantena il sindaco Ammatuna ha aggiunto: “Questa è una soluzione, ce ne potrebbero essere altre. Ad esempio quella di strutture dedicate così come si è fatto in questi tre mesi di lockdown in Italia”.

Mentre sul tema tensioni sociali ed episodi di intolleranza: “Non ci sono mai state nella mia città. Il pericolo di contagio, però è grande in una città come quella di Pozzallo di 20.000 abitanti. Una città di frontiera che ha affrontato con rigore, con disciplina la problematica del lockdown, e l’ha affrontata bene e non vuole correre il pericolo di contagi esterni. Io ritengo che tutto questo si possa evitare. In questo momento noi abbiamo quasi 200 immigrati nel nostro hotspot. Gli immigrati che sono sbarcati ieri sono stati portati in una struttura di accoglienza tra Ragusa e Comiso, a pochi chilometri da Pozzallo. Attendiamo con apprensione l’esito di questi tamponi. In ogni caso ritengo che non si corra alcun tipo di pericolo sanitario. Ho, però, la sensazione e la paura che possa essere percepita dall’ opinione pubblica come un pericolo, che in realtà assolutamente non c’è”. E infine uno sguardo al prossimo futuro del primo cittadino di Pozzallo: “Se c’è l’aiuto delle istituzioni e soprattutto se c’è l’aiuto del Ministero, della Regione, delle autorità sanitarie, io ritengo che nel giro di pochi giorni si possa formalizzare una procedura che ci aiuta a risolvere il problema. Sono molto fiducioso”.

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Fonte: Repubblica

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