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L’incendio che infuria da settimane nel Nord-Est della Siberia, in Russia, ha raggiunto un livello senza precedenti, con le fiamme che devastano un territorio pari a tutti gli altri incendi del mondo messi insieme. Lo denuncia Greenpeace Russia al Moscow Times, stimando che questo incendio potrebbe diventare il più grande nella storia documentata del pianeta.

In Jacuzia, la regione più grande e più fredda della Russia, il fumo denso e acre copre gli insediamenti e raggiunge le città a migliaia di chilometri di distanza. Il più grande di questi incendi ha superato 1,5 milioni di ettari, ha detto il responsabile forestale del gruppo ambientalista.

“Questo incendio potrebbe aumentare fino a coprire 400mila ettari. E diventerà il più grande della storia documentata”, ha dichiarato al Moscow Times il capo forestale del gruppo ambientalista di Greenpeace, Aleksej Jaroshenko. Solo la pioggia potrebbe fermare o rallentarlo, ha detto Yaroshenko, ma le precipitazioni attuali sono troppo deboli. “Nella migliore delle ipotesi potremmo salvare gli insediamenti e le infrastrutture che si trovano sul percorso dell’incendio”.

I commenti di Jaroshenko arrivano giorni dopo che un importante rapporto sul clima delle Nazioni Unite ha lanciato l’allarme sul riscaldamento globale chiedendo misure più ambiziose per evitare si vada fuori controllo.

La regione russa siberiana ha visto la sua temperatura media annuale aumentare di 3 gradi Celsius dall’inizio del 20° secolo, insieme a una siccità record – scrive il Moscow Times – e a venti forti che hanno trasformato la sua vasta taiga in una polveriera.

A poche settimane dalla stagione degli incendi boschivi, il servizio di monitoraggio satellitare Copernicus dell’Unione europea ha affermato che gli incendi boschivi siberiani hanno già emesso un record di 505 megatoni di anidride carbonica. E le osservazioni satellitari dello strumento di monitoraggio della Terra della Nasa, hanno mostrato che il fumo degli incendi ha raggiunto il Polo Nord per quella che si ritiene sia la prima volta nella storia conosciuta.

A livello nazionale, fino a oggi, nel 2021, oltre 13,4 milioni di ettari di terra sono stati bruciati dagli incendi, un’area grande più o meno quanto la Grecia, afferma Greenpeace.

I roghi in Grecia

Intanto in Grecia, in due settimane, sono andati a fuoco oltre 100mila ettari di foreste e terreni agricoli. Si tratta di un record dagli incendi mortali del 2007 che devastarono diverse regioni del Paese. Emerge dai dati aggiornati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi.

A subire le conseguenze peggiori, con più della metà della sua superficie bruciata, è stata Evia. “Gli incendi” nel Paese “sono ancora molto distruttivi e hanno un raro livello di intensità”, ha commentato Mark Parrington, del servizio di monitoraggio del cambiamento climatico Ue Copernicus.

Fonte: Repubblica

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